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News 2007

 

25/10/2007
Cresce il mercato dei vini dolci. A sostenere i consumi un’eccellente qualità delle produzioni e firme enologiche di prestigio

La qualità è garantita dalla firma che si trova su ogni bottiglia. A far fede la zona di produzione. Così si può riassumere in estrema sintesi quanto emerso nel convegno dal titolo “E’ pieno boom di vini dolci. Come si è certi della loro qualità?” col quale si sono aperti i lavori della prima edizione di Dolce Vi sabato 19 ottobre. Brillanti gli interventi dei 12 relatori che hanno offerto spunti importanti di riflessione.

Giancarlo Prevarin: L’Italia dei mille passiti si dà appuntamento nel Veneto
A Giancarlo Prevarin sono toccati gli onori di casa, nella duplice veste di direttore generale della Cantina dei Colli Berici e di Presidente Nazionale di Assoenologi. <<Vicenza è una terra generosa, che offre eccellenze produttive uniche. Siamo orgogliosi di ospitare un evento come quello di Dolce Vi perchè esso è indubbiamente indicativo della tanta strada che fin qui le denominazioni oggi presenti hanno percorso. Molto rimane ancora da fare, soprattutto sulla via della promozione dei nostri prodotti. Per questo sono indispensabili azioni sinergiche e costruttive>>.

Gianni Zonin: Vini dolci, ieri come oggi, orgoglio delle produzioni italiane
E’ un excursus storico quello di Gianni Zonin, teso ad evidenziare la valenza sacra dei vini dolci e passiti italiani dal Medioevo fino ai giorni nostri. Vengono citate figure come Pier de Crescenzo e narrati episodi storici che hanno visto protagonista Isabella la Cattolica. Un vero viaggio tra i secoli che porta prima a parlare di Sicilia, poi di Toscana e infine di Trentino Alto Adige. <<Un esempio emblematico dell’importanza religiosa e culturale che questi vini dolci hanno avuto nella storia è dato dal Sagrantino, da cui deriva il termine sagra, cioè la festa del Santo Patrono del paese, ad evidenziare il valore sacrale, appunto, che questi vini possedevano>>.
Sempre secondo Zonin questi vini <<hanno permesso all’Italia di essere nel mondo con uno spazio importante. Oggi del resto, mercati interessanti per le nostre produzioni sono alcune zone del Sud America e soprattutto l’Asia>>.

Vincent Bouchard: l’Acquavite, il grande segreto del Porto
Contributo interessante quello di Vincent Bouchard, uno dei maggiori esperti e produttori di Porto in Portogallo coi suoi 14 ettari di vigneti nel cuore della Valle del Douro. <<E' in base all'annata, alla qualità delle uve, da quale parcella arrivano, da quale stile di porto si vuole produrre, che dipendono la macerazione sulle bucce, il residuo zuccherino per la dolcezza, la quantità di alcol aggiunto per la fortificazione (se l'uva ha un buon grado zuccherino si aggiungerà meno alcol, generalmente è circa un 20%)>>. Severi disciplinari produttivi regolano la  produzione dei Porto Vintage. <<I Porto Vintage sono prodotti con uve di una sola buona annata, ma chi vuole produrli deve presentare la richiesta all'Instituto do Vinho do Porto: una commissione verrà alla cantina ad eseguire i dovuti controlli, anche nei vigneti, con relativi assaggi. I controlli da parte della commissione avverranno anche l’anno successivo a garanzia della qualità>>.

Helga Gal:  E’ esportabile in Italia la tecnica unica dell’Aszu?
Dall’Ungheria Helga Gal fa un appassionato e brillante intervento in un italiano perfetto grazie ai lunghi periodi che lei trascorre in Italia, terra di cui è innamorata. E non può prescindere dalla storia e dalla civiltà di origine magiara la sua presentazione. <<Il termine Tocai deriva da una regione che si trova a 500 chilometri a nord di Budapest. Nasce nel 1500 quando nella guerra contro i Turchi i contadini furono costretti a lasciare i grappoli sulle vigne, dando origine ad una vendemmia tardiva ante litteram. E’ stato in quell’occasione che abbiamo scoperto la funzione della Botrite, tanto che Azsu significa proprio acino botritizzato e selezionato. Per tradizione il Tocai si produce infatti solo con grappoli raccolti a mano, botritizzati e sistemati in gerle. L’Ungheria oggi è famosa soprattutto per il Tocai, vino dolce, ma vi sono molti altri vini secchi di eccezionale qualità. Purtroppo il Comunismo ha totalmente bloccato il nostro sviluppo e in quegli anni non ci ha permesso di crescere>>.

Donald Ziraldo: Icewine: vendemmia a -8° e salvare l’uva dai merli
Dal Canada Donald Ziraldo, di origine friulana ma da anni trapiantato in Nord America, ha portato un’interessante testimonianza di quella che si potrebbe definire viticoltura eroica. <<La mia avventura comincia nel 1975 quando viene fondata la Inniskillin Wines. La zona in cui lavoro è vicina ai Cinque Grandi Laghi e non lontana dalle Cascate del Niagara. Qui abbiamo un particolare microclima, particolarmente adatto a vitigni quali il Rielsing, lo Chardonay, il Pinot Nero. In settembre mettiamo le reti sui vigneti contro gli uccelli che per il freddo sono affamati. L’uva rimane sulla pianta per diverso tempo fino a quando la temperatura non raggiunge i -8°. Solo in questo modo, in questa particolare area produttiva, otteniamo delle produzioni uniche, con un equilibrio perfetto tra la forte acidità e lo zucchero che si è concentrato>>.

Fausto Maculan: L’uva è dolce. Il vino è secco. Tutti i metodi per fare il vino dolce.
Appassionato a dir poco il contributo di Fausto Maculan, che in tema di vini dolci ha saputo catalizzare l’attenzione dei presenti in quella che si potrebbe definire una vera e propria lectio magistralis enologica. Tema centrale: il ruolo essenziale della Botrytis. <<Prima di tutto c’è da scommettere sulle avversità metereologiche. Poi bisogna inquadrare la Botrytis Cinerea. C’è chi la vede come la sabbia negli occhi, chi come il buon samaritano. Bisogna distinguere tra la Botrytis ipovirulenta e quella ipervirulenta. La prima rende la buccia dell’uva permeabile, favorisce l’appassimento dell’acino e la formazione degli aromi. Il grappolo in questo caso diventa marrone, come la pelle del pollo arrosto. E’chiaro: col 100% di Botrite non si farà mai vino, bensì marmellata. Serve il giusto equilibrio>>.

Alberto Coffele: Recioto di Soave: un giovane tradizionalista ne svela l’identità
Forse il più giovane tra i relatori presenti al convegno, Alberto Coffele ha parlato del suo Recioto di Soave con lo stesso amore e con lo stesso orgoglio di un produttore con qualche vendemmia in più sulle spalle. <<Per produrre il Recioto di Soave l’uva  vive una seconda estate. Esso permette esattamente all’uomo di trovare quello che cerca. Quanto valgono le menzioni, i premi, le segnalazioni sulle guide? Come si fa a dare un valore al vino? Fino a qualche anno fa tutto doveva passare in barrique. Oggi neppure in botte grande. Il consumatore è disorientato e questo è inevitabile. Chi beve vino deve invece essere libero di scegliere su tutta la linea. Come il produttore quando produce il vino. Il Recioto di Soave permette questa libertà e permette anche di osare. Trent’anni fa mio padre realizzò la selezione massale. I frutti di quella scelta li gustiamo oggi. Senza mai dimenticare che bisogna sempre migliorare, ricordando che alla base di ogni azione c’è sempre un’etica>>.

Gaspare Buscemi: Da uve fresche a uve passite:una vittoria o un errore?
Non tralascia mai di esaltare le sue origini friulane, Gaspare Buscemi, soprattutto quando alla tecnica enologica si affianca la storia e la tradizione di una regione che del vino ha fatto un simbolo. <<In Friuli avevamo la tradizione del “filtrato”, cioè un vino dolce a bassissima alcolicità. Questa è la prima grande differenza che esiste coi vini passiti rispetto ai vini friulani. E’ fondamentale non dimenticare mai il proprio passato. Nel Friuli ad esempio i vini della tradizione sono sempre stati il Verduzzo o il Piccolit. Prodotti che hanno una loro storia qui e in nessuna altra parte. Spetta poi al consumatore il giudizio, che arriva sempre alla fine>>.

Mario Pojer: Dalla Germania al Portogallo, restando in Trentino.
Di respiro decisamente internazionale è stato l’intervento di Mario Pojer che ha fatto del viaggiare un vero e proprio strumento di lavoro e di crescita professionale. Dall’Alsazia alla Germania, dall’Austria all’Ungheria, gli spunti raccolti sono stati molti e Pojer ne ha fatto tesoro. Interessante il raffronto tra i differenti risultati dell’appassimento. <<Se prendo un acino di Azsu ha la stessa consistenza di una goccia di olio di oliva, mentre l’appassimento a Pantelleria determina acini secchi e  dolcissimi>>. Dall’esperienza di Mario Pojer nasce “Essenzia” il suo vino <<ottenuto da cinque varietà e con solo 9° di alcol. Sembra un misto tra il Moscato d’Asti e il Recioto di Soave, da servire ad esempio accanto al Gorgonzola piccante>>.

Barbara Tamburini: Non solo Vinsanto. La Toscana nuovo laboratorio dei vini dolci.
La giovane enologa toscana ha affrontato il tema della ricerca nell’ambito del vino dolce e di come la Toscana sia in materia all’avanguardia. Si tratta di ricerca scientifica moderna che viaggia di pari passo con la tradizione e con la riscoperta di grandi vini, come nel caso dell’Aleatico. <<Attualmente non se ne produce una grande quantità, ma esso promette bene. Alcuni giovani produttori hanno iniziato ad imbottigliare e commercializzare Aleatico, riservato fino a qualche anno fa al consumo domestico. Parliamo di un prodotto complesso, di nicchia, per il quale l'analisi organolettica e l'abbinamento col cibo sono spesso sperimentali. L'Aleatico raggiunge in media i 16° e dato l’elevato tasso zuccherino (in seguito all'appassimento si attesta intorno al 25%) potrebbe essere tranquillamente considerato "vino da meditazione">>.

Maria Cristina Geminiani: Albana e Botrytis, il segreto per un’uva neutra
E’ una testimonianza che viene direttamente dal campo anche quella di Maria Cristina Geminiani, enologa emiliana alla guida della sua azienda di oltre 32 ettari di vigneto. A partire dalla seconda metà degli anni ’80 l’azienda entra in una fase di forte cambiamento con nuovi impianti ad alta intensità e una cantina completamente rinnovata. Proprio il clima favorevole della media collina ha garantito a vigneti risultati interessanti e tra questi eccelle l’Albana Passito. <<Si tratta di una vendemmia tardiva ottenuta con una particolare attenzione al ruolo della Botrytis. Fondamentale è l’impegno e la cura del vigneto ad esempio attraverso azioni contro il ristagno dell’acqua. Gli interventi sui grappoli invece cerchiamo di limitarli al momento in cui le uve sono “arrostite” cioè marroni e più concentrate. La raccolta in fine avviene per fasi>>.

Silvia Scaglione: La seconda vita del Moscato, padre di tutti i vini dolci
L’impegno per una produzione ad impatto ambientale minimo è una delle priorità dell’Azienda Agricola Scaglione, del Piemonte, il cui impegno è stato illustrato da Silvia Scaglione, che assieme al fratello, opera ormai da tempo per il recupero dell’antica tradizione piemontese di far appassire le uve moscato bianco per ottenerne dei vini da meditazione. Emblema dell’attivismo a favore dell’ambiente è l’Oasi Affiliata WWF Forteto della Luja, 15 ettari di bosco e vigneti a 700 metri sul livello delmare, in provincia di Asti. <<Apparteniamo alla denominazione del Loazzolo, la Doc più piccola d’Italia e il nostro moscato bianco Forteto della Luja che qui produciamo rappresenta per noi un qualche cosa di affettivo: forteto significa infatti bosco, mentre Luja indica un luogo magico, pieno di fiori, di profumi e di colori. In questo bosco esiste veramente un microclima unico>>.

Josè Rallo: Vento, sole, lava e tanta passione per il Passito di Pantelleria
Chiude Josè Rallo di Donnafugata, con un intervento che porta in sè tutto il sole delle isole. <<Pantelleria è un’isola dal clima estremo. Qui le vigne sono state strappate alle montagne ed è proprio qui che nasce il Moscato d’Alessandria, autoctono di origine araba. Nella prima metà di Agosto avviene la prima vendemmia: le uve si spremono al sole e al vento, potremmo dire che si abbronzano. I grappoli vengono sempre girati. Questa la tecnica base. Poi nel 1989 arriva Donnafugata con una lunga esperienza in materia di vini bianchi (pressatura soffice, fermentazione a freddo). Abbiamo da sempre scelto di non disidratare totalmente le uve: la potenza dell’uva passa va bilanciata dalla freschezza dell’uva appena raccolta. Perchè dunque il nostro successo? Perchè il consumatore vuole esattamente questi vini, più vicini al frutto, più delicati, meno alcolici rispetto a quelli fortificati. Sono prodotti che meglio si sposano col nostro sistema di alimentazione>>.

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25/10/2007
Dolce VI: tutto l’oro del Veneto brilla a Dolce VI

dolce VIE’ il Recioto di Soave Docg, insieme al Torcolato di Breganze, al Recioto di Gambellara e al Durello Passito, ad aver catalizzato l’attenzione del pubblico nel corso della prima edizione di Dolce VI, l’evento nazionale dedicato ai vini dolci, che si è tenuto il 19 e 20 ottobre a Villa La Favorita di Monticello di Fara, a Lonigo (Vicenza). Molto soddisfatti gli organizzatori per la larga partecipazione: oltre 2000 visitatori, tra appassionati, ristoratori e amanti del vino pregiato  hanno infatti preso parte all’evento che ha coinvolto 170 aziende per quasi 280 vini in degustazione. Quattordici le regioni italiane presenti: Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Un fornito parterre di vini che, prezzo da enoteca, ha raggiunto il valore di 60mila euro, a fronte di un prezzo medio a bottiglia di 25 euro.
Nella seducente cornice di Villa Da Porto “La Favorita” hanno fatto gli onori di casa vini come l’Arcole, il Breganze, il Colli Berici, il Gambellara, il Durello, il Vicenza, il Recioto di Soave e il forte apprezzamento da parte del pubblico ha dimostrato come ad oggi si sentisse l’esigenza di creare un appuntamento di questo livello dedicato interamente alla produzione di vino dolce.
Dolce Vi è stato voluto dal Consorzio di Tutela Vini Arcole Doc, il Consorzio di Tutela Vini Doc Breganze,  il Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Berici, il Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, il Consorzio Tutela Vini Doc Gambellara, il Consorzio Tutela Vini Vicenza Doc, il Consorzio Tutela Vini Vicentini Doc, e ha visto impegnati nella sua realizzazione la Provincia di Vicenza, Vicenza Qualità, la Camera di Commercio di Vicenza e la Banca Popolare di Vicenza.
Hanno inoltre collaborato l’Associazione Italiana Sommelier Veneto, la Strada del Vino Arcole Doc, la Strada del Vino Torcolato Breganze, la Strada del Vino dei Colli Berici, la Strada del Vino Lessini Durello, la Strada del vino del Recioto di Gambellara, insieme agli sponsor Vivai Cooperativi Rauscedo, Vason Group, Fabbrica Botti Gamba, Mandorlato e Pasticceria Cestaro, Colombini, Sordato, ViVetro, Emmebi.

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19/10/2007
LA PRIMA DEL NERO D’ARCOLE. Prima pigiatura con le regole del nuovo disciplinare con un appassimento di almeno 30 giorni.


arcoledocE’ nato lunedì scorso, presso l’Azienda Agricola Desmontà di San Bonifacio, con la sua prima pigiatura ufficiale il Nero d’Arcole, il vino bandiera della denominazione riconosciuto ufficialmente da Decreto del 2 novembre 2006 (GU n. 267 del 16-11-2006)
Con l’ultima modifica al disciplinare di produzione quindi, è finalmente possibile produrre nelle zone della Doc Arcole questo vino che riesce a coniugare il classico taglio stile bordolese con il metodo tipicamente veneto dell’appassimento delle uve.
Lunedì 15 ottobre 2007 è stato proprio il primo giorno in cui sono state pressate le uve di Merlot e Cabernet, dopo un appassimento di ormai 45 giorni.
Protagonisti dell’evento, insieme con il titolare Emilio Bixio, sono stati Dionisio Brunelli, Assessore alle politiche per l’agricoltura della Provincia di Verona, Alberto Martelletto, Assessore ai trasporti, mobilità e traffico della Provincia di Verona, Carlo Bressan, Presidente del Consorzio Tutela Vini Arcole DOC, e Francesco Sitta, il nuovo Presidente della Strada del Vino Arcole DOC.
Va sottolineato che la richiesta di introdurre il termine “Nero” per identificare questo prodotto è dovuta alla tradizione dei viticoltori di questa zona, che impiegano questo termine per i migliori vini rossi di qualità aventi intensità di colore e struttura superiore alla norma.
Come tutti i bordolesi, è un vino importante che nasce da uve provenienti da vigneti con basse rese per ceppo e progettato per durare nel tempo, esprimendo tutta la sua personalità solo dopo alcuni anni di affinamento.
E’ interessante notare come, già nel secolo scorso, fosse presente sul territorio un vino da queste caratteristiche. Infatti in un paragrafo del suo libro “La storia dei bordolesi d’Italia: una pacifica invasione borghese” Attilio Scienza sottolinea come “il vino fa parte di questi consumi d’élite e si afferma in particolare in questo periodo un vino stile bordolese (merlot e cabernet) detto “vino nero” che è apprezzato dalla clientela più ricca per la sua tanninicità”.
Per il Nero d’Arcole è previsto infatti l’utlizzo di Merlot per un minimo del 50% e di Sauvignon, Cabernet-Sauvignon, Carmenere e Cabernet per il restante 50%.
La vinificazione delle uve destinate alla produzione del Nero d’Arcole avviene solo dopo un appassimento naturale minimo di trenta giorni. Inoltre per poter utilizzare la menzione Nero d’Arcole Doc la resa massima dell’uva non deve essere superiore al 45%.
Dopo un affinamento in legno grande dai 12 ai 24 mesi il Nero d’Arcole si presenterà con un colore carico, dalla marcata tonalità violacea. Al naso avremo un profumo complesso, fruttato ed etereo con spiccati sentori di frutta rossa sotto spirito, mentre in bocca verremo pervasi da sensazioni speziate e balsamiche unite ai tannini morbidi e vellutati. Il gusto sarà ampio, armonico e persistente.
Con la nascita del Nero d’Arcole questa Doc che conta al suo interno oltre 4500 ettari di vigneto, 1500 aziende viticole e 21 amministrazioni comunali ha raggiunto un importante traguardo frutto anche del significativo lavoro di zonazione durato quattro anni realizzato in sinergia con Veneto Agricoltura. Da questa prima vendemmia ci si può aspettare per il Nero d’Arcole un vino di elevata qualità, frutto di una stagione vendemmiale anticipata di 15-20 giorni.
Dai dati definitivi raccolti, la produzione è buona con uve tendenzialmente basse di acidità e con gradazioni ottime.

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15/10/2007
Francesco Sitta è il nuovo Presidente della Strada del Vino Arcole DOC


F.SittaSarà Francesco Sitta il nuovo Presidente della Strada del Vino Arcole DOC,  come deliberato nell’ultimo consiglio del Comitato Promotore della Strada del Vino Arcole DOC e dei Prodotti tipici, che si è riunito il giorno 11 ottobre presso la nuova sede dei Consorzi dei Vini Vicentini al Palazzo del Vino di Lonigo.
I presenti consiglieri del Comitato Promotore Emilio Bixio, Andrea Burato, Giovanni Tezza, Josè Burati, Antonio Cervato, Carlo Bressan, Enrico Dal Maso, Nicolin Giorgio Nicola, Aldo Lorenzoni e Roberto Pasini, hanno eletto all’unanimità Francesco Sitta, 41 anni, agrotecnico, attualmente consigliere della Cantina di Colognola ai Colli e naturalmente produttore di Arcole DOC. Francesco Sitta prende il posto di Andrea Burato, che dopo 3 anni di mandato, cede quindi il suo incarico di Presidente della Strada.
La denominazione dell’Arcole infatti, con le sue 1500 imprese viticole, comprende un territorio di oltre 4500 ettari di vigneto che interessano completamente i comuni veronesi di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, in parte quelli di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana, San Martino Buon Albergo con la totalità della superficie dei comuni berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano.
Una Strada, quella dell’Arcole DOC, che nasce nel novembre 2004 e che ormai da 3 anni sta qualificando  la propria identità, le proprie produzioni ed il grande patrimonio storico e vitivinicolo del territorio. Si tratta di un percorso virtuoso di incontri e sinergie che la strada ha sviluppato nei suoi primi anni di attività insieme con amministrazioni comunali ed enti promozionali. Questo viaggio ideale ha coinvolto anche il mandorlato, il radicchio, l’asparago, la polenta, la carne certificata, la mela e la pera di qualità.
Ringraziando il Consiglio per la fiducia datagli, il nuovo Presidente della Strada del Vino Arcole Doc ha poi sottolineato come << Questo territorio, ancora poco conosciuto, è carico di valori paesaggistici e culturali e di prodotti di grande qualità, dal vino ai prodotti tipici, che devono quindi essere valorizzati e fatti conoscere il più possibile, e questo è compito della Strada>>.

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10/10/2007
Conto alla rovescia per DOLCE VI, la manifestazione italiana dedicata al bere assolutamente dolce.
20 e 21 Ottobre [10.00 - 20.00] Villa “La Favorita” – Monticello di Fara, Sarego (Vicenza)


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Oltre 250 vini, più di 170 aziende dell’alta enologia internazionale, per un totale di 2500 bottiglie, si daranno appuntamento il 20 e il 21 ottobre a Villa Da Porto “La Favorita” a Monticello di Fara a Sarego, nel vicentino, per Dolce VI, un appuntamento di alta enologia, dove saranno messi in assaggio i migliori vini dolci d’Italia e non solo. Si tratta di un week end, nell’incantevole autunno veneto, durante il quale sarà possibile per il pubblico fare assaggi rarissimi, partecipare ad incontri di approfondimento e a degustazioni guidate.
Sono state coinvolte 14 regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Un fornito parterre di vini che, prezzo da enoteca, raggiunge il valore di 60mila euro. Sempre in tema di valore il prezzo medio dei vini dolci e passiti presenti nelle sale delle degustazioni è di 25 euro la bottiglia. Le porte di Villa La Favorita apriranno sabato e domenica alle ore 10.00 e chiuderanno alle 20.00. Il costo del biglietto per il pubblico è di 15 euro.
 L’ingresso al pubblico è gratuito entro le ore 12.00 di entrambe le giornate.

L’evento è stato voluto dal Consorzio di Tutela Vini Arcole Doc, il Consorzio di Tutela Vini Doc Breganze,  il Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Berici, il Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, il Consorzio Tutela Vini Doc Gambellara, il Consorzio Tutela Vini Vicenza Doc, il Consorzio Tutela Vini Vicentini Doc, e vede impegnati nella sua realizzazione la Provincia di Vicenza, Vicenza Qualità, la Camera di Commercio di Vicenza e la Banca Popolare di Vicenza.
Collaborano inoltre a Dolce Vi l’Associazione Italiana Sommelier Veneto, la Strada del Vino Arcole Doc, la Strada del Vino Torcolato Breganze, la Strada del Vino dei Colli Berici, la Strada del Vino Lessini Durello, la Strada del vino del Recioto di Gambellara, insieme agli sponsor Vivai Cooperativi Rauscedo, Vason Group, Fabbrica Botti Gamba, Mandorlato e Pasticceria Cestaro, Colombini, Sordato, ViVetro, Emmebi.

Nella seducente cornice di Villa Da Porto “La Favorita” faranno gli onori di casa vini di produzione vicentina come l’Arcole, il Breganze, il Colli Berici, il Gambellara, il Durello, il Vicenza. Non mancheranno poi in assaggio altre perle dell’enologia, in alcuni casi bottiglie a tiratura minima, vere e proprie rarità: dagli icewines piemontesi di Cascina Baricchi, al costosissimo Moscato di Scanzo, dal Passito di Refrontolo, al Greco Bianco Calabrese, dal raro Moscato di Trani al Moscato di Noto, entrambi salvati dall’estinzione. Di dolce in dolce sarà poi la volta delle nuove generazioni del Picolit e dell’Aleatico dell’Elba.
Si tratta di vini selezionatissimi, grandi capolavori di perfezione e di equilibrio.
Il programma delle due giornate prevede convegni al mattino e degustazioni il pomeriggio.
Sabato mattina alle 10.30 a Villa La Favorita nel corso del convegno “E’ pieno boom di vini dolci. Come si è certi della qualità?” parleranno Giancarlo Prevarin, Presidente Assoenologi Italiani, Vincent Bouchard, Helga Gal, Donald Ziraldo, Fausto Maculan, Giancarlo Cavazza, Alberto Coffele, Gaspare Buscemi, Mario Pojer, Maria Cristina Geminiani, Barbara Tamburini, Silvia Scaglione, Josè Rallo.
Alle 14.00 inizieranno le degustazioni aperte al pubblico.
Domenica mattina alle 10.30 a Villa La Favorita in occasione del convegno “270 vini dolci pronti da gustare. Come li abbiniamo?” parleranno invece Franco Giacosa, enologo di casa Zonin; Adua Villa, sommelier de “La prova del cuoco”; Pierluigi Portinari, del ristorante La Peca; Sergio Dondoli, mastro gelataio di San Giminiano. Modererà l’incontro Francesco d’Agostino, vice direttore di Cucina & Vini e curatore della guida annuale Bere Dolce.

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05/10/2007
Vicenza: a “Parlando di vino a Palazzo Pisani” le Doc vicentine fanno squadra


CTVAIl Palazzo del Vino di Lonigo (Palazzo Pisani) si conferma un punto di riferimento interprovinciale nel settore dell’enologia e l’incontro “Parlando di vino a Palazzo Pisani”, tenutosi al suo interno a fine settembre, ne sottolinea ulteriormente l’importanza.
L’incontro è stato voluto dal Consorzio Vini Vicentini DOC, il Consorzio Tutela Vini Vicenza DOC, il Consorzio di Tutela dell’Arcole DOC, la Strada del Vino Arcole DOC e dei prodotti tipici, il Consorzio Tutela Vini DOC Colli Berici, la Strada dei Vini dei Colli Berici.
La forte presenza di pubblico nel corso della tavola rotonda moderata da Fabio Piccoli, giornalista de L’informatore Agrario, ha sottolineato come i temi legati alla produzione, valorizzazione e commercializzazione del vino siano cari ad un intero indotto produttivo, distribuito tra Verona e Vicenza. Necessità di sinergie e qualità delle produzioni sono gli elementi indispensabili per avere delle opportunità all’interno di un mercato globale, soprattutto alla luce dell’OCM vino, in fase di discussione a Bruxelles.
<<Oggi come oggi – ha sottolineato Carlo Bressan, Presidente del Consorzio Arcole – non ha senso guardare i campanili, serve invece una politica condivisa che metta in atto azioni concrete sulla DOC non solo legate alla sistemazione del catasto, al recupero dei vigneti o alla modifica dei disciplinari. E’ necessario puntare sulla comunicazione e sull’immagine. E questo proposito diventa strategica la presenza a fiere di settore come il Vinitaly>>.
In tema di qualità Giancarlo Prevarin, Presidente Nazionale Assoenologi non ha lascito spazio a dubbi, spingendo sul concetto di selezione e di competitività, mettendo soprattutto in evidenza la complessa fase economica che i mercati internazionali stanno vivendo. <<Il mercato in cui si decide il prezzo del vino è mondiale: siamo in un momento di crescita dei prezzi ma la domanda è ferma e questo crea una situazione di stallo. In più la debolezza del dollaro aumenta le difficoltà di esportare negli Stati Uniti, da sempre un nostro importante mercato di sbocco>>
Di mercato americano ha parlato anche Roberto Muraro, Presidente del Consorzio delle Cantine di Vicenza, riferendosi però alle loro realtà produttive capaci di generare fatturati che superano il miliardo di dollari. <<Nella realtà italiana – ha proseguito Muraro - solo 6 aziende possono vantare più di 100 milioni di euro nell’attivo del loro bilancio: contro i colossi americani, australiani o sudamericani siamo troppo piccoli. I consorzi devono creare coesione per poter negoziare contratti più vantaggiosi e stabili ed aumentare la loro potenza nella commercializzazione>>.
Essenziale infine il ruolo della valorizzazione territoriale in collaborazione con le strade del vino e i consorzio di promozione turistica.
L’obbiettivo anche per l’area berica sarà quello di comunicare bene dei percorsi che possano essere attrattivi per l’enoturista, facendo perno sulla bellezza della natura, sulle ville palladiane e sulla qualità dei prodotti tipici locali. In questa prospettiva - hanno concluso unanimi i relatori - il prossimo anno si celebrano i 500 anni della nascita di Andrea Palladio, un’occasione da non perdere per rendere per far conoscere questo ricco comprensorio nel mondo.

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03/10/2007
I vini della Doc Arcole si sposano con la dolcezza delle mele e delle pere di Ronco All’Adige


Sarà un inedito incontro di sapori, tra l’eleganza dei vini della denominazione dell’Arcole e i piatti a base di mele e pere che verranno serviti martedì 2 ottobre a Villa Polfranceschi, durante la cena organizzata in occasione della festa della mela del Comune di Ronco All’Adige.
Un menù raffinato, curato dagli chef Gino Gattazzo, Marco Ferdinando e Franco Bono, omaggerà l’autunno alle porte con specialità quali spiedini di pera, uva e asiago, risotto con pere e finocchio, crespelle di mela e pecorino. In abbinamento verranno serviti l’Arcole Doc, l’Arcole Pinot Grigio, l’Arcole Merlot, l’Arcole Cabernet, il Moscato Vini di Sabbia.
Il Consorzio di Tutela dell’Arcole appoggia iniziative come queste che sono tese a valorizzare le produzioni dell’Arcole Doc e farle conoscere in abbinata produzioni tipiche, spesso originarie della zona di produzione dell’Arcole.
La denominazione dell’Arcole infatti, con le sue 1500 imprese viticole, comprende un territorio di oltre 4500 ettari di vigneto che interessano completamente i comuni veronesi di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, in parte quelli di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana, San Martino Buon Albergo con la totalità della superficie dei comuni berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano.
"E’ evidente – sottolinea Carlo Bressan, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Arcole Doc – che la denominazione dell’Arcole è per i nostri produttori un grande strumento per comunicare l’operosità di un territorio tanto attraverso il lavoro di filiera dalla vigna alla bottiglia, quanto come ideale collegamento con tutte le altre produzioni tipiche di queste zone. Questo viaggio ideale che ha coinvolto il radicchio, l’asparago, la polenta, le patate e la carne certificata, continua ora a Ronco all’Adige con la mela e la pera di qualità".

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18/09/2007
PARLANDO DI VINO A PALAZZO PISANI - Lonigo 23 settembre 2007

La Vicenza DOC fa sistema con una nuova importante iniziativa.
Il mondo del vino oggi è alla vigilia di una nuova grande sfida: saranno delineate tra breve le nuove regole dell’OCM Vino, che non si può certo definire di transizione poichè inciderà in maniera importante sui territori del vino.
Allo stesso tempo sono molte le opportunità offerte al mondo produttivo dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Regione Veneto. In questo contesto di grandi cambiamenti, i Consorzi Vicentini del vino vogliono proporre ai produttori, ai giornalisti ed agli altri operatori, un’occasione di riflessione e di approfondimento con alcuni dei protagonisti del Sistema Vino italiano e vicentino.
Il nuovo “Palazzo del Vino” di Lonigo si propone quindi come luogo e sintesi ideale per un confronto stretto su temi di grandissima attualità.
Conoscere per capire, e di conseguenza agire, è la motivazione vera di questa iniziativa che è anche l’occasione per fare il punto sui progetti di modifica dei disciplinari in atto e sulle vertenze che possono delineare il futuro di alcuni nostri vini più significativi, come il Tocai Rosso.
Un periodo ideale anche per fare i primi bilanci di una vendemmia anomala, caratterizzata da un forte anticipo.
Sono proprio i Consorzi Vicentini a proporre questo evento per sottolineare il nuovo ruolo propositivo di questo Palazzo del Vino in termini di analisi, progetti e risposte.
In particolare, il Consorzio Vini Vicentini DOC, il Consorzio Tutela Vini Vicenza DOC, il Consorzio di tutela dell’Arcole DOC, la Strada del Vino Arcole DOC e dei prodotti tipici, il Consorzio Tutela Vini DOC Colli Berici, la Strada dei Vini dei Colli Berici si sono da sempre impegnati per la valorizzazione e la promozione del territorio, e per farlo ora con ancor più efficacia si servono di questo nuovo centro di cultura vitivinicola ed enologica per concretizzare tutte le loro iniziative.
Le attività di questo “Palazzo del Vino” hanno dunque il compito di stimolare, programmare, verificare e documentare tutte le azioni tese alla valorizzazione del territorio vicentino, non solo per quanto riguarda l’aspetto vitivinicolo, lo sviluppo produttivo e commerciale, ma anche quello turistico e culturale.

Questo il programma dell’incontro:

Ore 18.00 – Piano Nobile di Palazzo Pisani
La riflessione: FARE IL VINO A VICENZA TRA NUOVE REGOLE E NUOVI PROGETTI

Tavola rotonda moderata da Fabio Piccoli, giornalista de “L’Informatore Agrario” con

Carlo Bressan, Presidente Consorzio Arcole DOC
Andrea Comacchio, Regione Veneto
Lara Cristoferi, Presidente Strada del Vino Colli Berici
Antonio di Lorenzo, Giornalista Giornale di Vicenza
Diego Meggiolaro, CCIAA Vicenza
Roberto Muraro, Presidente Consorzio Cantine di Vicenza
Alfredo Pelle, Gastronomo giornalista
Giancarlo Prevarin, Presidente Enologi Italiani
Vladimiro Riva, Vicenza è
Luigino Vascon ,Assessore Agricoltura Provincia Di Vicenza
Giuseppe Zonin, Consigliere Vicenza Qualità

Ore 20.00 - La degustazione: Banco d’Assaggio con i vini proposti da:
Consorzio Colli Berici
Consorzio Arcole DOC
Consorzio Vicenza DOC

Proposte gastronomiche presentate da:
Strada del Vino Colli Berici DOC
Strada del Vino Arcole DOC

Ore 21.00 - La festa: in esclusiva con ANONIMA MAGNAGATI in concerto con tutto il meglio di UN’ANONIMA D’ANNATA.

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07/09/2007
A TerrAntica si brinda con l’Arcole Doc

I Vini Doc Arcole saranno presenti alla manifestazione che celebra le tradizioni della Val d’Alpone.
Si chiama “TerrAntica: suoni, sapori e folklore lungo l’Alpone”, ed è una manifestazione di respiro popolare che si terrà sabato 8 e domenica 9 settembre a San Bonifacio, Località Motta, organizzata dall’Associazione Culturale Teuta Gwened, dalla Consulta Giovanile di San Bonifacio, col Patrocinio del Comune di San Bonifacio ed in collaborazione col Consorzio di Tutela Vini Arcole Doc. TerrAntica è un evento di musica e folklore, oltre che una vera e propria vetrina dei migliori prodotti locali, primi fra tutti i vini d’eccellenza della Val d’Alpone e delle aree vicine.
Il fiume Alpone rappresenta il trait d’union tra questi territori in grandi di offrire prodotti tanto eccellenti quanto tra loro differenti. Basti pensare al Soave, il Lessini Durello o l’Arcole, le cui zone di produzione sono tutte la lambite da questo corso d’acqua.
Proprio la Doc Arcole sarà la padrona di casa visto che la manifestazione TerrAntica si svolge a San Bonifacio, uno dei principali comuni all’interno della denominazione.
La doc comprende infatti un territorio di oltre 4500 ettari di vigneto che, oltre a san Bonifacio, interessano completamente i comuni veronesi di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, in parte quelli di Caldiero, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana, San Martino Buon Albergo con la totalità della superficie dei comuni berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano.
Con oltre 1500 imprese viticole, l’Arcole è oggi un comprensorio virtuoso dove prendono forma vini di grande spessore.
Il Nero d’Arcole è il vino più rappresentativo della denominazione e rinnova la tradizione dell’appassimento e del taglio alla bordolese. Nasce infatti esclusivamente da uve Merlot e Cabernet ed è il risultato di un grande lavoro di studio e ricerca che da cinque anni accompagna l’azione della giovane doc berico-scaligera.
Durante la manifestazione il visitatore sarà coinvolto dalle musiche della tradizione europea e dal Folklore della Lessinia con gli spari dei Trombini di san Bortolo, e potrà riscoprire usi e tradizioni delle antiche genti della vallata dell’Alpone. Non mancheranno artisti che lavorano il legno, il ferro e pittori lungo un percorso organizzato attraverso il parco della Motta.

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07/09/2007
Al via DOLCEVI la manifestazione italiana dedicata al bere assolutamente dolce
20 – 21 Ottobre Villa “La Favorita” Monticello di Fara – Sarego (Vicenza)

Parte la prima edizione dell’evento che darà lustro ai vini dolci più pregiati, provenienti dall’Italia e dall’estero.
Nella seducente cornice di Villa da Porto “La Favorita” di Monticello di Fara, a Sarego (tre chilometri dal casello autostradale di Montebello Vicentino, fra Verona e Vicenza), il 20 e il 21 ottobre si terrà la manifestazione “DOLCE VI”, dove saranno messi in assaggio i migliori vini dolci d’Italia e non solo. Si tratta di un week end, nell’incantevole autunno veneto, durante il quale si prevedono incontri di approfondimento, degustazioni guidate, assaggi per il pubblico.
Alle 10.30 di sabato 20 ottobre un convegno con ospiti internazionali farà il punto sulla produzione dei più famosi vini da dessert (e non solo, visti i molteplici abbinamenti). Accanto a prestigiosi produttori italiani ci saranno protagonisti del Porto, del Tokaj, dell’Icewine canadese, del Sauternes.
Quindi, assaggi fino a sera per ricominciare lo straordinario viaggio nel dolce (non mancheranno specialità di alta pasticceria) l’indomani, domenica, dopo un secondo dibattito, questo tutto dedicato agli aspetti più edonistici del bere dolce, con personaggi famosi del mondo del vino.
L’evento è organizzato da: Consorzio Tutela Vini Arcole Doc, Consorzio Vini Vicentini Doc, Camera di commercio di Vicenza, Vicenza Qualità e Provincia di Vicenza.
Biglietto d’ingresso per il pubblico: 15 euro.
Notizie aggiornate su www.dolcevi.com

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19/07/2007
“Griglie Roventi” per l’Arcole Doc

Sarà il Nero d’Arcole Doc, il vino che accompagnerà, giovedì 26 luglio sulla spiaggia di Caorle (VE), le carni cucinate nel corso dell’evento “Griglie Roventi – Il Campionato del Mondo di Barbecue”. Sulla base dei positivi riscontri raggiunti nell’edizione dello scorso anno, la Carne Bovina Veneta, controllata e garantita, sarà di nuovo protagonista accanto alle altre eccellenze e tipicità del Veneto al fine di creare un’unica vetrina al cui interno le produzioni venete, ma anche la ricettività turistica locale, potranno trovare un adeguato spazio promozionale.
Il Consorzio di Tutela dell’Arcole appoggia iniziative come questa che hanno un carattere indubbiamente popolare ma che trasmettono anche l’immagine di una terra genuina e generosa.
L’Arcole Doc, con le sue 1500 imprese viticole, comprende un territorio di oltre 4500 ettari di vigneto che interessano completamente i comuni veronesi di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, in parte quelli di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana, San Martino Buon Albergo con la totalità della superficie dei comuni berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano.
Il Nero d’Arcole Doc è un vino che coniuga il taglio stile bordolese ad un metodo tipicamente veneto che è quello dell’appassimento. L’appassimento per il Merlot ed il Cabernet dura dai 30 ai 60 giorni vista la gradazione alcolica potenziale delle uve. I vini vengono affinati in legno grande dai 12 ai 24 mesi e si presentano con un colore carico, dalla marcata tonalità violacea. Al naso il profumo risulta complesso, fruttato ed armonico.
Il Nero d’Arcole Doc sarà poi nuovamente protagonista insieme alla carne bovina veneta venerdì 2 settembre a Roverchiara nel corso della manifestazione, voluta dal comune di Roverchiara e dal Consorzio di Tutela dell’Arcole, dal titolo “I Piaceri della Carne”.
Domenica 10 settembre a Lonigo sarà la volta invece de “La giornata del Vitellone” dove sarà possibile degustare i vini Arcole in abbinamento ai bovini allevati nella terra leonicena.
Sempre a Lonigo da giovedì 13 settembre a domenica 16 settembre si terrà “Lonigo colori d’autunno”, un evento alla sua terza edizione voluto per valorizzare il territorio, sotto il profilo economico, ambientale e culturale.

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23/03/2007
Lonigo: Palazzo Pisani sarà il nuovo Palazzo del Vino

Palazzo Pisani LonigoSi chiamerà Palazzo del Vino il nuovo punto di riferimento del mondo enologico vicentino che avrà a sede a Palazzo Pisani nel centro storico di Lonigo. La struttura, coi suoi 300 metri quadrati, verrà inaugurata domani, sabato 24 marzo alle ore 10.30 e rappresenterà al proprio interno il Consorzio Vini Vicentini DOC, il Consorzio Tutela Vini Vicenza DOC, il Consorzio di Tutela Vino Arcole DOC, la Strada del Vino Arcole DOC, il Consorzio Tutela Vini DOC Colli Berici, la Strada dei Vini dei Colli Berici. Il nuovo centro di Lonigo si propone di rispondere alle esigenze di migliaia di piccole aziende, su un’area produttiva di riferimento di oltre 8mila ettari.

L’apertura del Palazzo del Vino di Lonigo vuole inoltre rispondere alle nuove sfide a cui il mondo del vino viene quotidianamente sottoposto. In un momento storico in cui il vino italiano deve battersi con concorrenze serrate da tutto il mondo, solo la garanzia della qualità del prodotto e la valorizzazione territoriale delle zone di produzione possono garantire al nostro vino delle chance interessanti. Nuove importanti sfide attendono i consorzi di tutela che, oltre a curare i rapporti con le istituzioni e con gli enti locali, rivestono un ruolo sempre maggiore per quanto concerne la tutela e la promozione del territorio, accanto ad una costante e precisa attività di assistenza tecnica.

Garantire l’eccellenza delle produzioni e assicurare l’integrità del paesaggio sono obbiettivi difficili ma non impossibili, che i consorzi possono raggiungere solo attraverso una mirata azione in completa sinergia con le altre realtà operanti sul territorio a partire dalle strade del vino e dei sapori, che tanto fanno per promuovere le aree di produzione e le ricchezze turistiche ed enogastronomiche qui presenti.
Le attività del Palazzo del Vino avranno quindi il compito di stimolare, programmare e documentare tutte queste azioni, tese alla valorizzazione del territorio vicentino, non solo per quanto riguarda l’aspetto vitivinicolo, lo sviluppo produttivo e commerciale, ma anche per quello turistico e culturale
Del resto la città di Lonigo è da sempre un centro propulsivo per tutto il territorio vicentino e un punto di attrazione anche per alcuni comprensori della provincia di Verona. Formazione, mercato, manifestazioni culturali e fiera agricola ne testimoniano la centralità non solo per il comparto agricolo. In tale comprensorio viticoltura ed enologia oggi come un tempo hanno un ruolo determinante nella salvaguardia del reddito e delle peculiarità ambientali e paesaggistiche del territorio.

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Patch Adams23/01/2007
L’Arcole Doc regala un sorriso ai malati di Patch Adams

"Quando nasce un bambino si trova in un mondo di guerra, apatico, competitivo, dove l’affermazione di sè e della propria individualità sono scoraggiate e l’amore per gli altri e la vita è visto come pura fantasia.  Saremo una comunità dove la gioia è un modo di vivere, dove imparare sarà per noi il più grande obbiettivo e l’amore la meta suprema... Non lo chiameremo sogno, lo vivremo come una realtà".
Sono queste le parole tratte dall’intervento che Patch Adams, il medico americano ribattezzato “il medico del sorriso”, ha tenuto nella sala conferenze del Polo Ospedaliero dell’Est Veronese di San Bonifacio nel corso del seminario “Qual è la tua strategia d’amore?”, alla conclusione del quale si è brindato con l’Arcole Doc, per l’occasione definito come “il vino del sorriso”.
"E’ per noi un onore – ha sottolineato Carlo BressanPresidente del Consorzio di Tutela Arcole Doc – che il nostro vino sia stato scelto per brindare ad una nobile causa come questa. Oggi si sono qui riunite delle persone che si chiedono quale contributo possono dare a chi è meno fortunato e a chi soffre. Alleviare il dolore fisico, regalare un sorriso sono gesti di inestimabile valore soprattutto in un contesto in cui a prevalere è spesso la rassegnazione di fronte alla sofferenza".
Il “dottor Patch Adams” è ideatore della “terapia del sorriso” o “clown-terapia”. Secondo Adams il vero scopo del medico non è curare le malattie ma prendersi cura del malato. Si tratta di una concezione talvolta rivoluzionaria che scardina in certi casi i presupposti della medicina occidentale. Le sue prese di posizione lo hanno spesso portato in contrapposizione alle politiche delle case farmaceutiche.

 

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10/01/2007
Per il 2007 nuove regole di produzione per l’Arcole Doc

Approvata la modifica al disciplinare di produzione dell’Arcole Doc che a partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2006, comprende anche le diciture Arcole Bianco – Passito; Arcole Bianco – Frizzante; Arcole – Rosato; Arcole – Rosato Frizzante; Arcole – Garganega – Vendemmia Tardiva; Arcole – Sauvignon; Arcole – Riserva; Nero d’Arcole.
Si tratta di una modifica importante per la giovane denominazione veronese che giunge dopo un significativo lavoro di zonazione viticola, realizzata in sinergia con Veneto Agricoltura, che ha impegnato i produttori per oltre quattro anni. Grazie alla zonazione è stato infatti possibile convalidare nuovi modelli viticoli, oltre al rinnovo dei vigneti; ottenere vini dalla maggiore personalità; ottimizzare i costi di produzione; ridurre l’impatto ambientale.
Obbiettivi significativi per una denominazione che seppur giovane ha le carte in regola per crescere bene e in fretta.
La DOC Arcole infatti conta al suo interno oltre 2500 ettari di vigneto, 1500 aziende viticole, 21 amministrazioni comunali interessate e costituisce una delle zone tra le più particolari per delineare nuovi obbiettivi nell’ambito delle produzioni vitivinicole venete. La Doc Arcole, che nasce nel settembre 2000 e raccoglie un importante patrimonio di storia e di cultura, si colloca a cavallo tra Verona e Vicenza. In ambito veronese la zona di produzione interessa l’intero territorio del Comune di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo D’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige e parzialmente i comuni di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana, Rovereto di Guà e San Martino Buon Albergo. In provincia di Vicenza invece i comuni coinvolti sono quello di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano.

Particolarmente significative per la denominazione le modifiche legate all’Arcole Bianco Passito Doc e al Nero d’Arcole Doc.
Il disciplinare di produzione per l’Arcole Bianco Passito Doc prevede almeno il 50% di Garganega, a cui è possibile aggiungere Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, fino ad un massimo del 50% . Le uve devono essere sottoposte ad appassimento naturale, per un periodo non inferiore ai due mesi, anche con l’utilizzo di tecnologie che però non inducano un aumento della temperatura. La resa massima dell’uva in vino per ottenere l’Arcole Bianco Passito non deve essere superiore al 40%.
Per il Nero d’Arcole Doc invece il disciplinare di produzione prevede l’utilizzo di Merlot per almeno il 50%, seguito da Sauvignon, Cabernet-Sauvignon, Carmenere, Cabernet, fino ad un massimo del 50%. La vinificazione delle uve destinate alla produzione del Nero d’Arcole avviene solo dopo appassimento naturale di trenta giorni, anche con l’utilizzo di tecnologie che però non inducano un aumento della temperatura. Per poter utilizzare la menzione Nero d’Arcole Doc la resa massima dell’uva non deve essere superiore al 45%.
Il Nero d’Arcole è un vino che coniuga il taglio stile bordolese al metodo dell’appassimento, tipicamente veneto, tanto che già nel secolo scorso veniva sottolineata l’esistenza di un <<vino nero, prodotto in questo territorio con uve Merlot e Cabernet, apprezzato dalla clientela più ricca ed esigente>> (Attilio Scienza, La Storia dei Bordolesi in Italia: una pacifica invasione borghese). Dopo un affinamento in legno grande dai 12 ai 24 mesi il Nero D’Arcole si presenta con un colore carico, dalla marcata tonalità violacea. Al naso il profumo risulta complesso, fruttato ed armonico, mentre in bocca trasmette sensazioni molto speziate e balsamiche, ben amalgamate.

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Il territorio e le sue acque
Note di storia enologica
Le Vigne
   
Cantina sociale San Bonifacio s.c.a.r.l.
Cantina sociale di Colognola ai Colli s.c.a.r.l.
Casa Vinicola F.lli Bixio s.r.l
Cantine dei Colli Berici s.c.a.r.l.
Cantina di Monteforte d'Alpone
Azienda Vinicola F.lli Fabiano S.p.a.
   
Il Consorzio: tutela e valorizzazione
L' Area Geografica di produzione (mappa)
Il DISCIPLINARE

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