|
25/10/2007
Cresce il mercato dei vini dolci.
A sostenere i consumi un’eccellente qualità delle produzioni e
firme enologiche di prestigio
La qualità è garantita
dalla firma che si trova su ogni bottiglia. A far fede la zona di produzione.
Così si
può riassumere in estrema sintesi quanto emerso nel convegno
dal titolo “E’ pieno boom di vini dolci. Come
si è certi della loro qualità?” col
quale si sono aperti i lavori della prima edizione di Dolce Vi
sabato 19 ottobre. Brillanti gli interventi dei 12 relatori che
hanno offerto spunti importanti di riflessione.
Giancarlo
Prevarin: L’Italia dei mille passiti
si dà appuntamento nel Veneto
A Giancarlo Prevarin sono toccati gli onori di casa, nella
duplice veste di direttore generale della Cantina dei Colli
Berici e di Presidente Nazionale di Assoenologi. <<Vicenza è una
terra generosa, che offre eccellenze produttive uniche. Siamo
orgogliosi di ospitare un evento come quello di Dolce Vi perchè esso è indubbiamente
indicativo della tanta strada che fin qui le denominazioni oggi
presenti hanno percorso. Molto rimane ancora da fare, soprattutto
sulla via della promozione dei nostri prodotti. Per questo sono
indispensabili azioni sinergiche e costruttive>>.
Gianni
Zonin: Vini dolci, ieri come oggi, orgoglio delle produzioni
italiane
E’ un excursus storico quello di Gianni Zonin, teso ad
evidenziare la valenza sacra dei vini dolci e passiti italiani
dal Medioevo fino ai giorni nostri. Vengono citate figure come
Pier de Crescenzo e narrati episodi storici che hanno visto protagonista
Isabella la Cattolica. Un vero viaggio tra i secoli che porta
prima a parlare di Sicilia, poi di Toscana e infine di Trentino
Alto Adige. <<Un esempio emblematico dell’importanza
religiosa e culturale che questi vini dolci hanno avuto nella
storia è dato dal Sagrantino, da cui deriva il termine
sagra, cioè la festa del Santo Patrono del paese, ad evidenziare
il valore sacrale, appunto, che questi vini possedevano>>.
Sempre secondo Zonin questi vini <<hanno permesso all’Italia
di essere nel mondo con uno spazio importante. Oggi del resto,
mercati interessanti per le nostre produzioni sono alcune zone
del Sud America e soprattutto l’Asia>>.
Vincent
Bouchard: l’Acquavite, il grande segreto
del Porto
Contributo interessante quello di Vincent Bouchard, uno dei
maggiori esperti e produttori di Porto in Portogallo coi suoi
14 ettari di vigneti nel cuore della Valle del Douro. <<E'
in base all'annata, alla qualità delle uve, da quale parcella
arrivano, da quale stile di porto si vuole produrre, che dipendono
la macerazione sulle bucce, il residuo zuccherino per la dolcezza,
la quantità di alcol aggiunto per la fortificazione (se
l'uva ha un buon grado zuccherino si aggiungerà meno alcol,
generalmente è circa un 20%)>>. Severi disciplinari
produttivi regolano la produzione dei Porto Vintage. <<I
Porto Vintage sono prodotti con uve di una sola buona annata,
ma chi vuole produrli deve presentare la richiesta all'Instituto
do Vinho do Porto: una commissione verrà alla cantina
ad eseguire i dovuti controlli, anche nei vigneti, con relativi
assaggi. I controlli da parte della commissione avverranno anche
l’anno successivo a garanzia della qualità>>.
Helga
Gal: E’ esportabile in Italia la tecnica
unica dell’Aszu?
Dall’Ungheria Helga Gal fa un appassionato e brillante
intervento in un italiano perfetto grazie ai lunghi periodi che
lei trascorre in Italia, terra di cui è innamorata. E
non può prescindere dalla storia e dalla civiltà di
origine magiara la sua presentazione. <<Il termine Tocai
deriva da una regione che si trova a 500 chilometri a nord di
Budapest. Nasce nel 1500 quando nella guerra contro i Turchi
i contadini furono costretti a lasciare i grappoli sulle vigne,
dando origine ad una vendemmia tardiva ante litteram. E’ stato
in quell’occasione che abbiamo scoperto la funzione della
Botrite, tanto che Azsu significa proprio acino botritizzato
e selezionato. Per tradizione il Tocai si produce infatti solo
con grappoli raccolti a mano, botritizzati e sistemati in gerle.
L’Ungheria oggi è famosa soprattutto per il Tocai,
vino dolce, ma vi sono molti altri vini secchi di eccezionale
qualità. Purtroppo il Comunismo ha totalmente bloccato
il nostro sviluppo e in quegli anni non ci ha permesso di crescere>>.
Donald
Ziraldo: Icewine: vendemmia a -8° e salvare
l’uva dai merli
Dal Canada Donald Ziraldo, di origine friulana ma da anni trapiantato
in Nord America, ha portato un’interessante testimonianza
di quella che si potrebbe definire viticoltura eroica. <<La
mia avventura comincia nel 1975 quando viene fondata la Inniskillin
Wines. La zona in cui lavoro è vicina ai Cinque Grandi
Laghi e non lontana dalle Cascate del Niagara. Qui abbiamo un
particolare microclima, particolarmente adatto a vitigni quali
il Rielsing, lo Chardonay, il Pinot Nero. In settembre mettiamo
le reti sui vigneti contro gli uccelli che per il freddo sono
affamati. L’uva rimane sulla pianta per diverso tempo fino
a quando la temperatura non raggiunge i -8°. Solo in questo
modo, in questa particolare area produttiva, otteniamo delle
produzioni uniche, con un equilibrio perfetto tra la forte acidità e
lo zucchero che si è concentrato>>.
Fausto
Maculan: L’uva è dolce. Il vino è secco.
Tutti i metodi per fare il vino dolce.
Appassionato a dir poco il contributo di Fausto Maculan, che
in tema di vini dolci ha saputo catalizzare l’attenzione
dei presenti in quella che si potrebbe definire una vera e propria
lectio magistralis enologica. Tema centrale: il ruolo essenziale
della Botrytis. <<Prima di tutto c’è da scommettere
sulle avversità metereologiche. Poi bisogna inquadrare
la Botrytis Cinerea. C’è chi la vede come la sabbia
negli occhi, chi come il buon samaritano. Bisogna distinguere
tra la Botrytis ipovirulenta e quella ipervirulenta. La prima
rende la buccia dell’uva permeabile, favorisce l’appassimento
dell’acino e la formazione degli aromi. Il grappolo in
questo caso diventa marrone, come la pelle del pollo arrosto.
E’chiaro: col 100% di Botrite non si farà mai vino,
bensì marmellata. Serve il giusto equilibrio>>.
Alberto
Coffele: Recioto di Soave: un giovane tradizionalista ne svela
l’identità
Forse il più giovane tra i relatori presenti al convegno,
Alberto Coffele ha parlato del suo Recioto di Soave con lo stesso
amore e con lo stesso orgoglio di un produttore con qualche vendemmia
in più sulle spalle. <<Per produrre il Recioto di
Soave l’uva vive una seconda estate. Esso permette
esattamente all’uomo di trovare quello che cerca. Quanto
valgono le menzioni, i premi, le segnalazioni sulle guide? Come
si fa a dare un valore al vino? Fino a qualche anno fa tutto
doveva passare in barrique. Oggi neppure in botte grande. Il
consumatore è disorientato e questo è inevitabile.
Chi beve vino deve invece essere libero di scegliere su tutta
la linea. Come il produttore quando produce il vino. Il Recioto
di Soave permette questa libertà e permette anche di osare.
Trent’anni fa mio padre realizzò la selezione massale.
I frutti di quella scelta li gustiamo oggi. Senza mai dimenticare
che bisogna sempre migliorare, ricordando che alla base di ogni
azione c’è sempre un’etica>>.
Gaspare
Buscemi: Da uve fresche a uve passite:una vittoria o un errore?
Non tralascia mai di esaltare le sue origini friulane, Gaspare
Buscemi, soprattutto quando alla tecnica enologica si affianca
la storia e la tradizione di una regione che del vino ha fatto
un simbolo. <<In Friuli avevamo la tradizione del “filtrato”,
cioè un vino dolce a bassissima alcolicità. Questa è la
prima grande differenza che esiste coi vini passiti rispetto
ai vini friulani. E’ fondamentale non dimenticare mai il
proprio passato. Nel Friuli ad esempio i vini della tradizione
sono sempre stati il Verduzzo o il Piccolit. Prodotti che hanno
una loro storia qui e in nessuna altra parte. Spetta poi al consumatore
il giudizio, che arriva sempre alla fine>>.
Mario
Pojer: Dalla Germania al Portogallo, restando in Trentino.
Di respiro decisamente internazionale è stato l’intervento
di Mario Pojer che ha fatto del viaggiare un vero e proprio strumento
di lavoro e di crescita professionale. Dall’Alsazia alla
Germania, dall’Austria all’Ungheria, gli spunti raccolti
sono stati molti e Pojer ne ha fatto tesoro. Interessante il
raffronto tra i differenti risultati dell’appassimento. <<Se
prendo un acino di Azsu ha la stessa consistenza di una goccia
di olio di oliva, mentre l’appassimento a Pantelleria determina
acini secchi e dolcissimi>>. Dall’esperienza
di Mario Pojer nasce “Essenzia” il suo vino <<ottenuto
da cinque varietà e con solo 9° di alcol. Sembra un
misto tra il Moscato d’Asti e il Recioto di Soave, da servire
ad esempio accanto al Gorgonzola piccante>>.
Barbara
Tamburini: Non solo Vinsanto. La Toscana nuovo laboratorio dei
vini dolci.
La giovane enologa toscana ha affrontato il tema della ricerca
nell’ambito del vino dolce e di come la Toscana sia in
materia all’avanguardia. Si tratta di ricerca scientifica
moderna che viaggia di pari passo con la tradizione e con la
riscoperta di grandi vini, come nel caso dell’Aleatico. <<Attualmente
non se ne produce una grande quantità, ma esso promette
bene. Alcuni giovani produttori hanno iniziato ad imbottigliare
e commercializzare Aleatico, riservato fino a qualche anno fa
al consumo domestico. Parliamo di un prodotto complesso, di nicchia,
per il quale l'analisi organolettica e l'abbinamento col cibo
sono spesso sperimentali. L'Aleatico raggiunge in media i 16° e
dato l’elevato tasso zuccherino (in seguito all'appassimento
si attesta intorno al 25%) potrebbe essere tranquillamente considerato "vino
da meditazione">>.
Maria Cristina Geminiani:
Albana e Botrytis, il segreto per un’uva neutra
E’ una testimonianza che viene direttamente dal campo anche
quella di Maria Cristina Geminiani, enologa emiliana alla guida
della sua azienda di oltre 32 ettari di vigneto. A partire dalla
seconda metà degli anni ’80 l’azienda entra
in una fase di forte cambiamento con nuovi impianti ad alta intensità e
una cantina completamente rinnovata. Proprio il clima favorevole
della media collina ha garantito a vigneti risultati interessanti
e tra questi eccelle l’Albana Passito. <<Si tratta
di una vendemmia tardiva ottenuta con una particolare attenzione
al ruolo della Botrytis. Fondamentale è l’impegno
e la cura del vigneto ad esempio attraverso azioni contro il
ristagno dell’acqua. Gli interventi sui grappoli invece
cerchiamo di limitarli al momento in cui le uve sono “arrostite” cioè marroni
e più concentrate. La raccolta in fine avviene per fasi>>.
Silvia
Scaglione: La seconda vita del Moscato, padre di tutti i vini
dolci
L’impegno per una produzione ad impatto ambientale minimo è una
delle priorità dell’Azienda Agricola Scaglione,
del Piemonte, il cui impegno è stato illustrato da Silvia
Scaglione, che assieme al fratello, opera ormai da tempo per
il recupero dell’antica tradizione piemontese di far appassire
le uve moscato bianco per ottenerne dei vini da meditazione.
Emblema dell’attivismo a favore dell’ambiente è l’Oasi
Affiliata WWF Forteto della Luja, 15 ettari di bosco e vigneti
a 700 metri sul livello delmare, in provincia di Asti. <<Apparteniamo
alla denominazione del Loazzolo, la Doc più piccola d’Italia
e il nostro moscato bianco Forteto della Luja che qui produciamo
rappresenta per noi un qualche cosa di affettivo: forteto significa
infatti bosco, mentre Luja indica un luogo magico, pieno di fiori,
di profumi e di colori. In questo bosco esiste veramente un microclima
unico>>.
Josè Rallo: Vento, sole, lava
e tanta passione per il Passito di Pantelleria
Chiude
Josè Rallo di Donnafugata, con un intervento che
porta in sè tutto il sole delle isole. <<Pantelleria è un’isola
dal clima estremo. Qui le vigne sono state strappate alle montagne
ed è proprio qui che nasce il Moscato d’Alessandria,
autoctono di origine araba. Nella prima metà di Agosto avviene
la prima vendemmia: le uve si spremono al sole e al vento, potremmo
dire che si abbronzano. I grappoli vengono sempre girati. Questa
la tecnica base. Poi nel 1989 arriva Donnafugata con una lunga
esperienza in materia di vini bianchi (pressatura soffice, fermentazione
a freddo). Abbiamo da sempre scelto di non disidratare totalmente
le uve: la potenza dell’uva passa va bilanciata dalla freschezza
dell’uva appena raccolta. Perchè dunque il nostro
successo? Perchè il consumatore vuole esattamente questi
vini, più vicini al frutto, più delicati, meno alcolici
rispetto a quelli fortificati. Sono prodotti che meglio si sposano
col nostro sistema di alimentazione>>.

25/10/2007
Dolce VI: tutto l’oro del Veneto brilla a Dolce VI
E’ il Recioto di Soave Docg, insieme al Torcolato
di Breganze, al Recioto di Gambellara e al Durello Passito, ad
aver catalizzato l’attenzione del pubblico nel corso
della prima edizione di Dolce VI, l’evento
nazionale dedicato ai vini dolci, che si è tenuto il
19 e 20 ottobre a Villa La Favorita di Monticello di
Fara, a Lonigo (Vicenza). Molto soddisfatti gli organizzatori
per la larga partecipazione: oltre 2000 visitatori,
tra appassionati, ristoratori e amanti del vino pregiato hanno
infatti preso parte all’evento che ha coinvolto 170
aziende per quasi 280 vini in degustazione. Quattordici
le regioni italiane presenti: Piemonte, Lombardia,
Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia
Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Puglia, Calabria,
Sicilia e Sardegna. Un fornito parterre di vini che, prezzo
da enoteca, ha raggiunto il valore di 60mila euro, a
fronte di un prezzo medio a bottiglia di 25 euro.
Nella
seducente cornice di Villa Da Porto “La Favorita” hanno
fatto gli onori di casa vini come l’Arcole,
il Breganze, il Colli Berici,
il Gambellara, il Durello, il Vicenza,
il Recioto di Soave e il forte apprezzamento
da parte del pubblico ha dimostrato come ad oggi si sentisse
l’esigenza di creare un appuntamento di questo livello
dedicato interamente alla produzione di vino dolce.
Dolce Vi è stato
voluto dal Consorzio di Tutela
Vini Arcole Doc, il Consorzio di Tutela Vini Doc Breganze, il
Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Berici, il Consorzio Tutela
Vini Lessini Durello, il Consorzio Tutela Vini Doc Gambellara,
il Consorzio Tutela Vini Vicenza Doc, il Consorzio Tutela Vini
Vicentini Doc, e ha visto impegnati
nella sua realizzazione la Provincia di Vicenza, Vicenza
Qualità, la Camera di Commercio
di Vicenza e la Banca Popolare di Vicenza.
Hanno inoltre
collaborato l’Associazione Italiana
Sommelier Veneto, la Strada del Vino Arcole Doc,
la Strada del Vino Torcolato Breganze, la Strada del Vino dei Colli
Berici, la Strada del Vino Lessini Durello, la Strada del vino
del Recioto di Gambellara, insieme agli sponsor Vivai
Cooperativi Rauscedo, Vason Group, Fabbrica Botti Gamba, Mandorlato
e Pasticceria Cestaro, Colombini, Sordato, ViVetro, Emmebi.

19/10/2007
LA PRIMA DEL NERO D’ARCOLE.
Prima pigiatura con le regole del nuovo disciplinare con un appassimento
di almeno 30 giorni.
E’ nato lunedì scorso, presso l’Azienda
Agricola Desmontà di San Bonifacio, con la sua prima
pigiatura ufficiale il Nero d’Arcole, il vino bandiera della denominazione riconosciuto
ufficialmente da Decreto del 2 novembre 2006 (GU n. 267 del 16-11-2006)
Con l’ultima modifica al disciplinare di produzione quindi, è finalmente
possibile produrre nelle zone della Doc Arcole questo vino che
riesce a coniugare il classico taglio stile bordolese con il metodo
tipicamente veneto dell’appassimento delle uve.
Lunedì 15 ottobre 2007 è stato proprio il primo giorno
in cui sono state pressate le uve di Merlot e Cabernet, dopo un
appassimento di ormai 45 giorni.
Protagonisti dell’evento, insieme con il titolare Emilio
Bixio, sono stati Dionisio Brunelli, Assessore alle politiche per
l’agricoltura della Provincia di Verona, Alberto
Martelletto,
Assessore ai trasporti, mobilità e traffico della Provincia
di Verona, Carlo Bressan, Presidente del Consorzio Tutela Vini
Arcole DOC, e Francesco Sitta, il nuovo Presidente della Strada
del Vino Arcole DOC.
Va sottolineato che la richiesta di introdurre il termine “Nero” per
identificare questo prodotto è dovuta alla tradizione dei
viticoltori di questa zona, che impiegano questo termine per i
migliori vini rossi di qualità aventi intensità di
colore e struttura superiore alla norma.
Come tutti i bordolesi, è un vino importante che nasce da
uve provenienti da vigneti con basse rese per ceppo e progettato
per durare nel tempo, esprimendo tutta la sua personalità solo
dopo alcuni anni di affinamento.
E’ interessante notare come, già nel secolo scorso,
fosse presente sul territorio un vino da queste caratteristiche.
Infatti in un paragrafo del suo libro “La storia dei bordolesi
d’Italia: una pacifica invasione borghese” Attilio
Scienza sottolinea come “il vino fa parte di questi consumi
d’élite e si afferma in particolare in questo periodo
un vino stile bordolese (merlot e cabernet) detto “vino nero” che è apprezzato
dalla clientela più ricca per la sua tanninicità”.
Per il Nero d’Arcole è previsto infatti l’utlizzo
di Merlot per un minimo del 50% e di Sauvignon, Cabernet-Sauvignon,
Carmenere e Cabernet per il restante 50%.
La vinificazione delle uve destinate alla produzione del Nero d’Arcole
avviene solo dopo un appassimento naturale minimo di trenta giorni.
Inoltre per poter utilizzare la menzione Nero d’Arcole Doc
la resa massima dell’uva non deve essere superiore al 45%.
Dopo un affinamento in legno grande dai 12 ai 24 mesi il Nero d’Arcole
si presenterà con un colore carico, dalla marcata tonalità violacea.
Al naso avremo un profumo complesso, fruttato ed etereo con spiccati
sentori di frutta rossa sotto spirito, mentre in bocca verremo
pervasi da sensazioni speziate e balsamiche unite ai tannini morbidi
e vellutati. Il gusto sarà ampio, armonico e persistente.
Con la nascita del Nero d’Arcole questa Doc che conta al
suo interno oltre 4500 ettari di vigneto,
1500 aziende viticole e 21 amministrazioni comunali ha raggiunto un importante traguardo
frutto anche del significativo lavoro di zonazione durato quattro
anni realizzato in sinergia con Veneto Agricoltura.
Da questa prima vendemmia ci si può aspettare per il Nero
d’Arcole un vino di elevata qualità, frutto di una
stagione vendemmiale anticipata di 15-20 giorni.
Dai dati definitivi raccolti, la produzione è buona con
uve tendenzialmente basse di acidità e con gradazioni ottime.

15/10/2007
Francesco Sitta è il nuovo Presidente
della Strada del Vino Arcole DOC
Sarà Francesco Sitta il nuovo
Presidente della Strada del Vino Arcole DOC, come deliberato
nell’ultimo consiglio del Comitato Promotore della Strada
del Vino Arcole DOC e dei Prodotti tipici, che si è riunito
il giorno 11 ottobre presso la nuova sede
dei Consorzi dei Vini Vicentini al Palazzo del Vino di Lonigo.
I presenti consiglieri del Comitato Promotore Emilio Bixio, Andrea
Burato, Giovanni Tezza, Josè Burati, Antonio Cervato,
Carlo Bressan, Enrico Dal Maso, Nicolin Giorgio Nicola, Aldo
Lorenzoni e Roberto Pasini, hanno eletto all’unanimità Francesco
Sitta, 41 anni, agrotecnico, attualmente consigliere
della Cantina di Colognola ai Colli e naturalmente produttore
di Arcole DOC. Francesco Sitta prende il posto di Andrea
Burato, che dopo 3 anni di mandato, cede quindi il suo incarico
di Presidente della Strada.
La denominazione dell’Arcole infatti,
con le sue 1500 imprese viticole, comprende
un territorio di oltre 4500 ettari di vigneto
che interessano completamente i comuni veronesi di Arcole, Cologna
Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore
d’Adige, in parte quelli di Caldiero, San Bonifacio, Soave,
Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana,
San Martino Buon Albergo con la totalità della superficie
dei comuni berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano.
Una Strada, quella dell’Arcole DOC, che nasce
nel novembre 2004 e che ormai da 3 anni sta qualificando la
propria identità, le proprie produzioni ed il grande patrimonio
storico e vitivinicolo del territorio. Si tratta di un percorso
virtuoso di incontri e sinergie che la strada ha sviluppato nei
suoi primi anni di attività insieme con amministrazioni
comunali ed enti promozionali. Questo viaggio ideale
ha coinvolto anche il mandorlato, il radicchio,
l’asparago, la polenta, la carne certificata, la mela e
la pera di qualità.
Ringraziando il Consiglio
per la fiducia datagli, il
nuovo Presidente della Strada del Vino Arcole Doc ha poi sottolineato
come << Questo territorio, ancora poco conosciuto, è carico
di valori paesaggistici e culturali e di prodotti di grande qualità,
dal vino ai prodotti tipici, che devono quindi essere valorizzati
e fatti conoscere il più possibile, e questo è compito
della Strada>>.

10/10/2007
Conto alla rovescia per DOLCE VI, la manifestazione italiana
dedicata al bere assolutamente dolce.
20 e 21 Ottobre [10.00 - 20.00] Villa “La Favorita” – Monticello
di Fara, Sarego (Vicenza)
• scarica il depliant - pdf (960 KB)
• scarica la lista dei vini - doc (180 KB)
Oltre 250
vini, più di 170 aziende dell’alta
enologia internazionale, per un totale di 2500 bottiglie,
si daranno appuntamento il 20 e il 21 ottobre a Villa
Da Porto “La Favorita” a Monticello di Fara a Sarego,
nel vicentino, per Dolce VI, un appuntamento
di alta enologia, dove saranno messi in assaggio i migliori vini
dolci d’Italia e non solo. Si tratta di un week end, nell’incantevole
autunno veneto, durante il quale sarà possibile per il
pubblico fare assaggi rarissimi, partecipare ad incontri di approfondimento
e a degustazioni guidate.
Sono state coinvolte 14 regioni italiane: Piemonte,
Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia,
Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Puglia, Calabria,
Sicilia e Sardegna. Un fornito parterre di vini che, prezzo da
enoteca, raggiunge il valore di 60mila euro.
Sempre in tema di valore il prezzo medio dei vini dolci
e passiti presenti nelle sale delle degustazioni è di
25 euro la bottiglia. Le porte di Villa La Favorita
apriranno sabato e domenica alle ore 10.00 e chiuderanno alle
20.00. Il costo del biglietto per il pubblico è di 15
euro.
L’ingresso al pubblico è gratuito entro le ore 12.00
di entrambe le giornate.
L’evento è stato voluto dal Consorzio
di Tutela Vini Arcole Doc, il Consorzio di Tutela Vini Doc Breganze, il
Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Berici, il Consorzio Tutela
Vini Lessini Durello, il Consorzio Tutela Vini Doc Gambellara,
il Consorzio Tutela Vini Vicenza Doc, il Consorzio Tutela Vini
Vicentini Doc, e vede impegnati nella
sua realizzazione la Provincia di Vicenza, Vicenza
Qualità, la Camera di Commercio
di Vicenza e la Banca Popolare di Vicenza.
Collaborano inoltre a Dolce Vi l’Associazione Italiana
Sommelier Veneto, la Strada del Vino Arcole
Doc, la Strada del Vino Torcolato Breganze, la Strada del Vino
dei Colli Berici, la Strada del Vino Lessini Durello, la Strada
del vino del Recioto di Gambellara, insieme agli sponsor Vivai
Cooperativi Rauscedo, Vason Group, Fabbrica Botti Gamba, Mandorlato
e Pasticceria Cestaro, Colombini, Sordato, ViVetro, Emmebi.
Nella
seducente cornice di Villa Da Porto “La Favorita” faranno
gli onori di casa vini di produzione vicentina come l’Arcole,
il Breganze, il Colli Berici,
il Gambellara, il Durello, il Vicenza.
Non mancheranno poi in assaggio altre perle dell’enologia,
in alcuni casi bottiglie a tiratura minima, vere e proprie rarità:
dagli icewines piemontesi di Cascina Baricchi,
al costosissimo Moscato di Scanzo, dal Passito
di Refrontolo, al Greco Bianco Calabrese,
dal raro Moscato di Trani al Moscato
di Noto, entrambi salvati dall’estinzione. Di
dolce in dolce sarà poi la volta delle nuove generazioni
del Picolit e dell’Aleatico dell’Elba.
Si tratta di vini selezionatissimi, grandi capolavori di perfezione
e di equilibrio.
Il programma delle due giornate prevede convegni
al mattino e degustazioni il pomeriggio.
Sabato mattina alle 10.30 a Villa La Favorita nel corso del convegno “E’ pieno
boom di vini dolci. Come si è certi della qualità?” parleranno Giancarlo
Prevarin, Presidente Assoenologi Italiani, Vincent Bouchard,
Helga Gal, Donald Ziraldo, Fausto Maculan, Giancarlo Cavazza,
Alberto Coffele, Gaspare Buscemi, Mario Pojer, Maria Cristina
Geminiani, Barbara Tamburini, Silvia Scaglione, Josè Rallo.
Alle 14.00 inizieranno le degustazioni aperte al pubblico.
Domenica
mattina alle 10.30 a Villa La Favorita in occasione del convegno “270
vini dolci pronti da gustare. Come li abbiniamo?” parleranno
invece Franco
Giacosa, enologo di casa Zonin; Adua Villa,
sommelier de “La prova del cuoco”; Pierluigi
Portinari, del ristorante La Peca; Sergio Dondoli,
mastro gelataio di San Giminiano. Modererà l’incontro Francesco
d’Agostino, vice direttore di Cucina & Vini
e curatore della guida annuale Bere Dolce.

05/10/2007
Vicenza: a “Parlando di vino a Palazzo Pisani” le Doc
vicentine fanno squadra
Il Palazzo del Vino di Lonigo (Palazzo Pisani) si conferma un
punto di riferimento interprovinciale nel settore dell’enologia
e l’incontro “Parlando di vino a Palazzo Pisani”,
tenutosi al suo interno a fine settembre, ne sottolinea ulteriormente
l’importanza.
L’incontro è stato voluto dal Consorzio Vini Vicentini
DOC, il Consorzio Tutela Vini Vicenza DOC, il Consorzio di Tutela
dell’Arcole DOC, la Strada del Vino Arcole DOC e dei prodotti
tipici, il Consorzio Tutela Vini DOC Colli Berici, la Strada
dei Vini dei Colli Berici.
La forte presenza di pubblico nel corso della tavola rotonda
moderata da Fabio Piccoli, giornalista de L’informatore
Agrario, ha sottolineato come i temi legati alla produzione,
valorizzazione e commercializzazione del vino siano cari ad un
intero indotto produttivo, distribuito tra Verona e Vicenza.
Necessità di sinergie e qualità delle produzioni
sono gli elementi indispensabili per avere delle opportunità all’interno
di un mercato globale, soprattutto alla luce dell’OCM vino,
in fase di discussione a Bruxelles.
<<Oggi come oggi – ha sottolineato Carlo
Bressan,
Presidente del Consorzio Arcole – non ha senso guardare
i campanili, serve invece una politica condivisa che metta in
atto azioni concrete sulla DOC non solo legate alla sistemazione
del catasto, al recupero dei vigneti o alla modifica dei disciplinari.
E’ necessario puntare sulla comunicazione e sull’immagine.
E questo proposito diventa strategica la presenza a fiere di
settore come il Vinitaly>>.
In tema di qualità Giancarlo Prevarin, Presidente Nazionale
Assoenologi non ha lascito spazio a dubbi, spingendo sul concetto
di selezione e di competitività, mettendo soprattutto
in evidenza la complessa fase economica che i mercati internazionali
stanno vivendo. <<Il mercato in cui si decide il prezzo
del vino è mondiale: siamo in un momento di crescita dei
prezzi ma la domanda è ferma e questo crea una situazione
di stallo. In più la debolezza del dollaro aumenta le
difficoltà di esportare negli Stati Uniti, da sempre un
nostro importante mercato di sbocco>>
Di mercato americano ha parlato anche Roberto
Muraro, Presidente
del Consorzio delle Cantine di Vicenza, riferendosi però alle
loro realtà produttive capaci di generare fatturati che
superano il miliardo di dollari. <<Nella realtà italiana – ha
proseguito Muraro - solo 6 aziende possono vantare più di
100 milioni di euro nell’attivo del loro bilancio: contro
i colossi americani, australiani o sudamericani siamo troppo
piccoli. I consorzi devono creare coesione per poter negoziare
contratti più vantaggiosi e stabili ed aumentare la loro
potenza nella commercializzazione>>.
Essenziale infine il ruolo della valorizzazione territoriale
in collaborazione con le strade del vino e i consorzio di promozione
turistica.
L’obbiettivo anche per l’area berica sarà quello
di comunicare bene dei percorsi che possano essere attrattivi
per l’enoturista, facendo perno sulla bellezza della natura,
sulle ville palladiane e sulla qualità dei prodotti tipici
locali. In questa prospettiva - hanno concluso unanimi i relatori
- il prossimo anno si celebrano i 500 anni della nascita di Andrea
Palladio, un’occasione da non perdere per rendere per far
conoscere questo ricco comprensorio nel mondo.

03/10/2007
I vini della Doc Arcole si sposano con la dolcezza delle mele
e delle pere di Ronco All’Adige
Sarà un
inedito incontro di sapori, tra l’eleganza
dei vini della denominazione dell’Arcole e
i piatti a base di mele e pere che verranno serviti martedì 2
ottobre a Villa Polfranceschi, durante
la cena organizzata in occasione della festa della mela del Comune
di Ronco All’Adige.
Un menù raffinato,
curato dagli chef Gino Gattazzo,
Marco Ferdinando e Franco Bono, omaggerà l’autunno
alle porte con specialità quali spiedini di pera, uva
e asiago, risotto con pere e finocchio, crespelle di mela e
pecorino. In abbinamento verranno serviti l’Arcole
Doc, l’Arcole Pinot Grigio, l’Arcole Merlot, l’Arcole
Cabernet, il Moscato Vini di Sabbia.
Il Consorzio
di Tutela dell’Arcole appoggia
iniziative come queste che sono tese a valorizzare le produzioni
dell’Arcole Doc e farle conoscere in abbinata produzioni
tipiche, spesso originarie della zona di produzione dell’Arcole.
La denominazione
dell’Arcole infatti,
con le sue 1500 imprese viticole, comprende
un territorio di oltre 4500 ettari di vigneto
che interessano completamente i comuni veronesi di Arcole, Cologna
Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore
d’Adige, in parte quelli di Caldiero, San Bonifacio, Soave,
Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana,
San Martino Buon Albergo con la totalità della superficie
dei comuni berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano.
"E’ evidente – sottolinea Carlo
Bressan, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Arcole Doc – che
la denominazione dell’Arcole è per i nostri produttori
un grande strumento per comunicare l’operosità di
un territorio tanto attraverso il lavoro di filiera dalla vigna
alla bottiglia, quanto come ideale collegamento con tutte le
altre produzioni tipiche di queste zone. Questo viaggio ideale
che ha coinvolto il radicchio, l’asparago, la polenta,
le patate e la carne certificata, continua ora a Ronco all’Adige
con la mela e la pera di qualità".

18/09/2007
PARLANDO DI VINO A PALAZZO PISANI - Lonigo 23 settembre 2007
La Vicenza DOC fa sistema con una nuova importante iniziativa.
Il
mondo del vino oggi è alla vigilia di una nuova grande
sfida: saranno delineate tra breve le nuove regole dell’OCM
Vino, che non si può certo definire di transizione poichè inciderà in
maniera importante sui territori del vino.
Allo stesso tempo sono molte le opportunità offerte al
mondo produttivo dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Regione
Veneto. In questo contesto di grandi cambiamenti, i Consorzi
Vicentini del vino vogliono proporre ai produttori, ai giornalisti
ed agli altri operatori, un’occasione di riflessione e
di approfondimento con alcuni dei protagonisti del Sistema Vino
italiano e vicentino.
Il nuovo “Palazzo del Vino” di Lonigo si propone
quindi come luogo e sintesi ideale per un confronto stretto su
temi di grandissima attualità.
Conoscere per capire, e di conseguenza agire, è la motivazione
vera di questa iniziativa che è anche l’occasione
per fare il punto sui progetti di modifica dei disciplinari in
atto e sulle vertenze che possono delineare il futuro di alcuni
nostri vini più significativi, come il Tocai Rosso.
Un periodo ideale anche per fare i primi bilanci di una vendemmia
anomala, caratterizzata da un forte anticipo.
Sono proprio i Consorzi Vicentini a proporre questo evento per
sottolineare il nuovo ruolo propositivo di questo Palazzo del
Vino in termini di analisi, progetti e risposte.
In particolare, il Consorzio Vini Vicentini DOC, il Consorzio
Tutela Vini Vicenza DOC, il Consorzio di tutela dell’Arcole
DOC, la Strada del Vino Arcole DOC e dei prodotti tipici, il
Consorzio Tutela Vini DOC Colli Berici, la Strada dei Vini dei
Colli Berici si sono da sempre impegnati per la valorizzazione
e la promozione del territorio, e per farlo ora con ancor più efficacia
si servono di questo nuovo centro di cultura vitivinicola ed
enologica per concretizzare tutte le loro iniziative.
Le attività di questo “Palazzo del Vino” hanno
dunque il compito di stimolare, programmare, verificare e documentare
tutte le azioni tese alla valorizzazione del territorio vicentino,
non solo per quanto riguarda l’aspetto vitivinicolo, lo
sviluppo produttivo e commerciale, ma anche quello turistico
e culturale.
Questo il programma dell’incontro:
Ore 18.00 – Piano Nobile di Palazzo Pisani
La riflessione: FARE IL VINO A VICENZA TRA NUOVE REGOLE E NUOVI PROGETTI
Tavola rotonda moderata da Fabio Piccoli, giornalista de “L’Informatore
Agrario” con
Carlo Bressan, Presidente Consorzio Arcole DOC
Andrea Comacchio, Regione Veneto
Lara Cristoferi, Presidente Strada del Vino Colli Berici
Antonio di Lorenzo, Giornalista Giornale di Vicenza
Diego Meggiolaro, CCIAA Vicenza
Roberto Muraro, Presidente Consorzio Cantine di Vicenza
Alfredo Pelle, Gastronomo giornalista
Giancarlo Prevarin, Presidente Enologi Italiani
Vladimiro Riva, Vicenza è
Luigino Vascon ,Assessore Agricoltura Provincia Di Vicenza
Giuseppe Zonin, Consigliere Vicenza Qualità
Ore 20.00 - La degustazione: Banco d’Assaggio con i vini
proposti da:
Consorzio Colli Berici
Consorzio Arcole DOC
Consorzio Vicenza DOC
Proposte gastronomiche presentate da:
Strada del Vino Colli Berici DOC
Strada del Vino Arcole DOC
Ore 21.00 - La festa: in esclusiva con ANONIMA MAGNAGATI in
concerto con tutto il meglio di UN’ANONIMA D’ANNATA.

07/09/2007
A TerrAntica si brinda con l’Arcole Doc
I Vini Doc Arcole saranno presenti alla manifestazione che celebra le tradizioni della Val d’Alpone.
Si
chiama “TerrAntica: suoni, sapori e folklore lungo l’Alpone”,
ed è una manifestazione di respiro popolare che si terrà sabato
8 e domenica 9 settembre a San Bonifacio, Località Motta,
organizzata dall’Associazione Culturale
Teuta Gwened, dalla
Consulta Giovanile di San Bonifacio, col Patrocinio del Comune
di San Bonifacio ed in collaborazione col Consorzio di Tutela
Vini Arcole Doc. TerrAntica è un evento di musica
e folklore, oltre che una vera e propria vetrina dei migliori
prodotti locali, primi fra tutti i vini d’eccellenza della
Val d’Alpone
e delle aree vicine.
Il fiume Alpone rappresenta il trait d’union tra questi
territori in grandi di offrire prodotti tanto eccellenti quanto
tra loro differenti. Basti pensare al Soave, il Lessini Durello
o l’Arcole, le cui zone di produzione sono tutte la lambite
da questo corso d’acqua.
Proprio la Doc Arcole sarà la padrona di casa visto che
la manifestazione TerrAntica si svolge a San Bonifacio, uno dei
principali comuni all’interno della denominazione.
La doc comprende infatti un territorio di oltre 4500
ettari di vigneto che, oltre a san Bonifacio, interessano completamente
i comuni veronesi di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige,
Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, in parte quelli
di Caldiero, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone,
Lavagno, Pressana, San Martino Buon Albergo con la totalità della
superficie dei comuni berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano
e Sossano.
Con oltre 1500 imprese viticole, l’Arcole è oggi
un comprensorio virtuoso dove prendono forma vini di grande spessore.
Il Nero d’Arcole è il vino più rappresentativo
della denominazione e rinnova la tradizione dell’appassimento
e del taglio alla bordolese. Nasce infatti esclusivamente da
uve Merlot e Cabernet ed è il risultato di un grande lavoro
di studio e ricerca che da cinque anni accompagna l’azione
della giovane doc berico-scaligera.
Durante la manifestazione il visitatore sarà coinvolto
dalle musiche della tradizione europea e dal Folklore della Lessinia
con gli spari dei Trombini di san Bortolo, e potrà riscoprire
usi e tradizioni delle antiche genti della vallata dell’Alpone.
Non mancheranno artisti che lavorano il legno, il ferro e pittori
lungo un percorso organizzato attraverso il
parco della Motta.

07/09/2007
Al via DOLCEVI
la manifestazione italiana dedicata al bere assolutamente dolce
20 – 21
Ottobre
Villa “La Favorita”
Monticello di Fara – Sarego (Vicenza)
Parte la prima edizione dell’evento che darà lustro
ai vini dolci più pregiati, provenienti dall’Italia
e dall’estero.
Nella seducente cornice di Villa da Porto “La Favorita” di
Monticello di Fara, a Sarego (tre chilometri dal casello autostradale
di Montebello Vicentino, fra Verona e Vicenza), il
20 e il 21 ottobre si terrà la manifestazione “DOLCE VI”,
dove saranno messi in assaggio i migliori vini dolci d’Italia
e non solo. Si tratta di un week end, nell’incantevole
autunno veneto, durante il quale si prevedono incontri di approfondimento,
degustazioni guidate, assaggi per il pubblico.
Alle 10.30 di sabato
20 ottobre un convegno con ospiti internazionali farà il punto sulla produzione dei più famosi vini
da dessert (e non solo, visti i molteplici abbinamenti). Accanto
a prestigiosi produttori italiani ci saranno protagonisti del
Porto, del Tokaj, dell’Icewine canadese, del Sauternes.
Quindi, assaggi fino a sera per ricominciare lo straordinario
viaggio nel dolce (non mancheranno specialità di alta
pasticceria) l’indomani, domenica, dopo un secondo dibattito,
questo tutto dedicato agli aspetti più edonistici del
bere dolce, con personaggi famosi del mondo del vino.
L’evento è organizzato da: Consorzio Tutela Vini
Arcole Doc, Consorzio Vini Vicentini Doc, Camera di commercio
di Vicenza, Vicenza Qualità e Provincia di Vicenza.
Biglietto
d’ingresso per il pubblico: 15 euro.
Notizie aggiornate su www.dolcevi.com

19/07/2007
“Griglie Roventi” per l’Arcole
Doc
Sarà il Nero d’Arcole Doc, il vino che accompagnerà,
giovedì 26 luglio sulla spiaggia di Caorle
(VE), le carni
cucinate nel corso dell’evento “Griglie Roventi – Il
Campionato del Mondo di Barbecue”. Sulla base
dei positivi riscontri raggiunti nell’edizione dello scorso
anno, la Carne Bovina Veneta, controllata e garantita, sarà di
nuovo protagonista accanto alle altre eccellenze e tipicità del
Veneto al fine di creare un’unica vetrina al cui interno
le produzioni venete, ma anche la ricettività turistica
locale, potranno trovare un adeguato spazio promozionale.
Il Consorzio di Tutela dell’Arcole appoggia
iniziative come questa che hanno un carattere indubbiamente popolare
ma che trasmettono anche l’immagine di una terra genuina
e generosa.
L’Arcole Doc, con le sue 1500 imprese viticole, comprende
un territorio di oltre 4500 ettari di vigneto che interessano
completamente i comuni veronesi di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo
d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige,
in parte quelli di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola
ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana, San Martino
Buon Albergo con la totalità della superficie dei comuni
berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano.
Il
Nero d’Arcole Doc è un
vino che coniuga il taglio stile bordolese ad un metodo tipicamente
veneto che è quello
dell’appassimento. L’appassimento per il Merlot ed
il Cabernet dura dai 30 ai 60 giorni vista la gradazione alcolica
potenziale delle uve. I vini vengono affinati in legno grande
dai 12 ai 24 mesi e si presentano con un colore carico, dalla
marcata tonalità violacea. Al naso il profumo risulta
complesso, fruttato ed armonico.
Il Nero d’Arcole Doc sarà poi
nuovamente protagonista insieme alla carne bovina veneta venerdì 2
settembre a Roverchiara nel corso della manifestazione, voluta
dal comune di Roverchiara e dal Consorzio di Tutela dell’Arcole,
dal titolo “I Piaceri della Carne”.
Domenica 10 settembre a Lonigo sarà la volta invece de “La
giornata del Vitellone” dove sarà possibile degustare
i vini Arcole in abbinamento ai bovini allevati nella terra leonicena.
Sempre a Lonigo da giovedì 13 settembre a domenica 16
settembre si terrà “Lonigo colori d’autunno”,
un evento alla sua terza edizione voluto per valorizzare il territorio,
sotto il profilo economico, ambientale e culturale.

23/03/2007
Lonigo: Palazzo Pisani sarà il nuovo Palazzo
del Vino
Si chiamerà Palazzo del Vino il nuovo punto di riferimento
del mondo enologico vicentino che avrà a sede a Palazzo
Pisani nel centro storico di Lonigo. La struttura, coi suoi
300 metri quadrati, verrà inaugurata domani, sabato
24 marzo alle ore 10.30 e rappresenterà al proprio
interno il Consorzio Vini Vicentini DOC, il Consorzio Tutela
Vini Vicenza DOC, il Consorzio di Tutela Vino Arcole DOC,
la Strada del Vino Arcole DOC, il Consorzio Tutela Vini DOC
Colli Berici, la Strada dei Vini dei Colli Berici. Il nuovo
centro di Lonigo si propone di rispondere alle esigenze di
migliaia di piccole aziende, su un’area produttiva
di riferimento di oltre 8mila ettari.
L’apertura del Palazzo del Vino di Lonigo vuole inoltre
rispondere alle nuove sfide a cui il mondo del vino viene
quotidianamente sottoposto. In un momento storico in cui
il vino italiano deve battersi con concorrenze serrate da
tutto il mondo, solo la garanzia della qualità del
prodotto e la valorizzazione territoriale delle zone di produzione
possono garantire al nostro vino delle chance interessanti.
Nuove importanti sfide attendono i consorzi di tutela che,
oltre a curare i rapporti con le istituzioni e con gli enti
locali, rivestono un ruolo sempre maggiore per quanto concerne
la tutela e la promozione del territorio, accanto ad una
costante e precisa attività di assistenza tecnica.
Garantire l’eccellenza delle produzioni e assicurare
l’integrità del paesaggio sono obbiettivi difficili
ma non impossibili, che i consorzi possono raggiungere solo
attraverso una mirata azione in completa sinergia con le
altre realtà operanti sul territorio a partire dalle
strade del vino e dei sapori, che tanto fanno per promuovere
le aree di produzione e le ricchezze turistiche ed enogastronomiche
qui presenti.
Le attività del Palazzo del Vino avranno quindi il
compito di stimolare, programmare e documentare tutte queste
azioni, tese alla valorizzazione del territorio vicentino,
non solo per quanto riguarda l’aspetto vitivinicolo,
lo sviluppo produttivo e commerciale, ma anche per quello
turistico e culturale
Del resto la città di Lonigo è da sempre un
centro propulsivo per tutto il territorio vicentino e un
punto di attrazione anche per alcuni comprensori della provincia
di Verona. Formazione, mercato, manifestazioni culturali
e fiera agricola ne testimoniano la centralità non
solo per il comparto agricolo. In tale comprensorio viticoltura
ed enologia oggi come un tempo hanno un ruolo determinante
nella salvaguardia del reddito e delle peculiarità ambientali
e paesaggistiche del territorio.

23/01/2007
L’Arcole Doc regala un sorriso ai malati di
Patch Adams
"Quando nasce un bambino si trova in un mondo di guerra,
apatico, competitivo, dove l’affermazione di sè e
della propria individualità sono scoraggiate e l’amore
per gli altri e la vita è visto come pura fantasia. Saremo
una comunità dove la gioia è un modo di vivere,
dove imparare sarà per noi il più grande obbiettivo
e l’amore la meta suprema... Non lo chiameremo sogno, lo
vivremo come una realtà".
Sono queste le parole tratte
dall’intervento
che Patch
Adams, il medico americano ribattezzato “il
medico del sorriso”, ha tenuto nella sala conferenze
del Polo Ospedaliero dell’Est Veronese di San Bonifacio
nel corso del seminario “Qual è la tua strategia
d’amore?”, alla conclusione del quale si è brindato
con l’Arcole Doc, per l’occasione
definito come “il vino del sorriso”.
"E’ per noi un onore – ha
sottolineato Carlo
Bressan, Presidente del Consorzio di
Tutela Arcole Doc – che il nostro vino sia stato
scelto per brindare ad una nobile causa come questa. Oggi si
sono qui riunite delle persone che si chiedono quale contributo
possono dare a chi è meno fortunato e a chi soffre.
Alleviare il dolore fisico, regalare un sorriso sono gesti
di inestimabile valore soprattutto in un contesto in cui a
prevalere è spesso la rassegnazione di fronte alla sofferenza".
Il “dottor Patch Adams” è ideatore della “terapia
del sorriso” o “clown-terapia”. Secondo Adams
il vero scopo del medico non è curare le malattie ma prendersi
cura del malato. Si tratta di una concezione talvolta rivoluzionaria
che scardina in certi casi i presupposti della medicina occidentale.
Le sue prese di posizione lo hanno spesso portato in contrapposizione
alle politiche delle case farmaceutiche.

10/01/2007
Per il 2007 nuove regole di produzione per l’Arcole
Doc
Approvata la modifica al disciplinare
di produzione dell’Arcole
Doc che a partire dalla pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale del 6 novembre 2006, comprende anche
le diciture Arcole Bianco – Passito; Arcole Bianco – Frizzante;
Arcole – Rosato; Arcole – Rosato Frizzante; Arcole – Garganega – Vendemmia
Tardiva; Arcole – Sauvignon; Arcole – Riserva;
Nero d’Arcole.
Si tratta di una modifica importante per la giovane denominazione
veronese che giunge dopo un significativo lavoro di zonazione
viticola, realizzata in sinergia con Veneto Agricoltura,
che ha impegnato i produttori per oltre quattro anni. Grazie
alla zonazione è stato infatti possibile convalidare nuovi
modelli viticoli, oltre al rinnovo dei vigneti; ottenere vini
dalla maggiore personalità; ottimizzare i costi di produzione;
ridurre l’impatto ambientale.
Obbiettivi significativi per una denominazione che seppur giovane
ha le carte in regola per crescere bene e in fretta.
La DOC Arcole infatti conta al suo interno oltre 2500
ettari di vigneto, 1500 aziende viticole, 21
amministrazioni comunali interessate e costituisce una
delle zone tra le più particolari per delineare nuovi
obbiettivi nell’ambito delle produzioni vitivinicole venete.
La Doc Arcole, che nasce nel settembre 2000 e raccoglie un importante
patrimonio di storia e di cultura, si colloca a cavallo tra Verona
e Vicenza. In ambito veronese la zona di produzione interessa
l’intero territorio del Comune di Arcole, Cologna Veneta,
Albaredo D’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige
e parzialmente i comuni di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola
ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana, Rovereto
di Guà e San Martino Buon Albergo. In provincia di Vicenza
invece i comuni coinvolti sono quello di Lonigo, Sarego, Alonte,
Orgiano e Sossano.
Particolarmente significative per la denominazione le modifiche
legate all’Arcole Bianco Passito Doc e
al Nero d’Arcole Doc.
Il disciplinare di produzione per l’Arcole Bianco
Passito Doc prevede almeno il 50% di Garganega, a cui è possibile
aggiungere Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, fino ad un
massimo del 50% . Le uve devono essere sottoposte ad appassimento
naturale, per un periodo non inferiore ai due mesi, anche con
l’utilizzo di tecnologie che però non inducano un
aumento della temperatura. La resa massima dell’uva in
vino per ottenere l’Arcole Bianco Passito non deve essere
superiore al 40%.
Per il Nero d’Arcole Doc invece il disciplinare
di produzione prevede l’utilizzo di Merlot per almeno il
50%, seguito da Sauvignon, Cabernet-Sauvignon, Carmenere, Cabernet,
fino ad un massimo del 50%. La vinificazione delle uve destinate
alla produzione del Nero d’Arcole avviene solo dopo appassimento
naturale di trenta giorni, anche con l’utilizzo di tecnologie
che però non inducano un aumento della temperatura. Per
poter utilizzare la menzione Nero d’Arcole Doc la resa
massima dell’uva non deve essere superiore al 45%.
Il Nero d’Arcole è un vino che coniuga il taglio
stile bordolese al metodo dell’appassimento, tipicamente
veneto, tanto che già nel secolo scorso veniva sottolineata
l’esistenza di un <<vino nero, prodotto in questo
territorio con uve Merlot e Cabernet, apprezzato dalla clientela
più ricca ed esigente>> (Attilio Scienza, La
Storia dei Bordolesi in Italia: una pacifica invasione borghese).
Dopo un affinamento in legno grande dai 12 ai 24 mesi il Nero
D’Arcole si presenta con un colore carico, dalla marcata
tonalità violacea. Al naso il profumo risulta complesso,
fruttato ed armonico, mentre in bocca trasmette sensazioni molto
speziate e balsamiche, ben amalgamate.

|