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- 2005 -

Arcole Doc27/10/2005
CENTO BORDOLESI D’ITALIA: UNA FESTA DI EMOZIONI PER MERLOT E CABERNET

Oltre 1100 appassionati degustatori, 140 sommelier, quasi 200 enologi e 150 onavisti hanno decretato con la loro presenza uno straordinario e per certi versi inaspettato successo di “Cento Bordolesi d’Italia” organizzata dal Consorzio Arcole Doc con la collaborazione di Veneto Agricoltura.
La prudenza espressa nel titolo è stata travolta fin dall’inizio dalla partecipazione di 145 aziende di cui ben 106 presenti direttamente con i titolari. La manifestazione, sia nell’animato convegno del sabato, sia nella mega degustazione che nell’affascinante scenografia proposta a Villa Gritti di San Bonifacio, ha stimolato e gratificato tutti i partecipanti. Sono del resto gli altri numeri dell’evento che testimoniano originalità e successo dell’idea.

arcoledocSono giunti 95 giornalisti, alcuni di lingua inglese e tedesca, in gran parte di quotidiani. Le degustazioni sin sono protratte per 20 ore, fra il pomeriggio del 22 ottobre e l’intera giornata del 23. Hanno lavorato ininterrottamente, e con gran professionalità, 62 sommelier dell’Ais Veneto, che hanno utilizzato 2600 calici nuovi per svuotare 1740 bottiglie del valore complessivo di oltre 40.000 euro (prezzo al pubblico in enoteca), come risulta dalla “Guida ai Bordolesi d’Italia), presentata nell’ occasione e distribuita già in 1200 copie.

arcoledocSi è registrato naturalmente l’assalto ad una trentina di etichette molto importanti e costose (a cominciare dal Sassicaia), ma la mano dei sommelier è stata molto ferma e gli assaggi sono riusciti ad accontentare un numero impressionante di appassionati che, con un investimento di 20 euro, hanno potuto far la conoscenza diretta con vini mito altrimenti inavvicinabili.
Per quanto riguarda l’attesissima degustazione dei “20 Bordolesi Top”, guidata dai loro proprietari ed enologi, il limite tecnico dei 60 posti è sforato a 66. Il loro valore commerciale superava i 5000 euro. Ad aprire le danze il Nero D’Arcole, il porta bandiera della denominazione ottenuto con un uvaggio al 50% di Merlot e Cabernet e prodotto dalla Cantina dei Colli Berici.

arcoledocQualche altro dato: le degustazioni dei bordolesi di 12 regioni sono state accompagnate da una incredibile quantità di proposte gastronomiche del territorio. Addirittura 60 bottiglie di olio extravergine novello di prima spremitura di Redoro: un’occasione ghiotta in più, dunque, poter assaggiare il primo olio dell’anno. Le lunghe degustazioni (numerosi i giornalisti e gli enologi che hanno assaggiato entrambi i giorni) hanno trovato anche il conforto di altri prodotti tipici di qualità, come il lardo di Soave del prosciuttificio Masconale ed i prodotti della riseria Ferron.
Strategiche anche le presenze tecniche di aziende leader a livello nazionale del settore, quali Vason, Albrigi, Sordato ed Euroglass ed il sostegno di qualificate aziende del territorio quali Cramaro, Banco Popolare di Verona e Novara e Datacol.

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Arcole Doc18/10/2005
SAN BONIFACIO SI TINGE DI ROSSO: SUPER RED IN LIBERA DEGUSTAZIONE a Villa Gritti (Villabella di San Bonifacio)

140 Bordolesi a 20 euro! Appuntamento nel veronese, domenica 23 ottobre, nella “Villabella”, quella rinascimentale che porta il nobile blasone dei Gritti, a San Bonifacio. No, non c’è un dispetto della stampante, un bisticcio dell’alfabeto o uno svarione della tipografia: più che di un’ offerta scandalosa trattasi del regalo più prezioso che ad un innamorato dei grandi rossi “di fusione” si possa fare. E la cosa oltremodo straordinaria è che a lanciarsi in una provocazione tanto ardita sia un Consorzio tutela di soli cinque anni, quello dell’Arcole Doc, forte però di una Denominazione che altro non è se non il suggello istituzionale ad una tradizione di
eccellenza lunga almeno un secolo.

A credere nella manifestazione che porta nel veronese il più ambito appuntamento biennale per gli appassionati dei “super red”, Regione Veneto, Veneto Agricoltura, Camera di commercio e Provincia di Verona I 140 Bordolesi, il nobile risultato del matrimonio tra Merlot e Cabernet, sono quelli protagonisti della due giorni che porta nel veronese, nella
splendida cornice di Villa Gritti a San Bonifacio, il secondo Bordolese Day, kermesse internazionale riservata al “taglio” più apprezzato al mondo e ai suoi estimatori.

E dopo i forum, le analisi, gli approfondimenti che hanno impegnato gli addetti ai lavori, sabato 22 al pomeriggio e domenica 23 tocca al popolo degli appassionati che vogliano avventurarsi nel gioco della seduzione tra 140 Bordolesi, i loro produttori, i sapori del territorio.
Doppia provocazione, quindi, quella di unire in matrimonio le veronesi espressioni del “tipico” e il frutto dell’ensemble di due vitigni internazionali come il Merlot ed il Cabernet. Ma a ben guardare solo qui un gioco simile è possibile, grazie al sostegno di partner tecnici come Vason, Albrigi, Euroglass e Sordato e di sponsor di territorio come Banco Popolare di Verona e Novara, Redoro, Cramaro e Datacol.
Porte aperte quindi domenica 23 ottobre alle 10.00: con un ticket d’ingresso di soli 20 euro ogni appassionato avrà modo fino alle 23.00 di incontrare vini inavvicinabili, i famosi 140 Super red il cui valore complessivo è stimato in oltre 40 mila euro, ricevere la guida ai Bordolesi d’Italia e tenere a mo’ di souvenir il calice utilizzato per le degustazioni.

Già, ma chi ci sarà: Fratta Maculan, Berengario Zonin, Capo di Stato Loredan Gasparin, Rosso dell’Abazia Serafini & Vidotto, il citato Sassicaia assieme al Moromoreto de’ Frescobaldi, Lupicaia, Ornellaia, Petra, Cignale Castello di Querceto, tanto per fare qualche nome a cui sono destinati ad aggiungersi anche i giovani debuttanti di lusso...e magari anche un bordolese chiamato Nero d’Arcole.
Gli altri protagonisti? L’olio novello, l’Extra vergine di oliva del Veneto Dop di Redoro, crudo, lardo e pancetta dei Masconale, maestri affinatori in Soave, il Monte Veronese Dop in versione Stravecchio proposto dalla Casara. Info line 045 7681578.

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Arcole Doc11/10/2005
PIACERE...BORDOLESE! PARLA VERONESE IL BORDOLESE DAY, VETRINA DI 140 “SUPER RED” IN LIBERA DEGUSTAZIONE

Piacere...Bordolese! Il seducente “taglio” tra Cabernet e Merlot, espresso in oltre 140 vini provenienti da dodici regioni italiane, è il protagonista del secondo Bordolese Day che va in scena, il 22 e 23 ottobre a San Bonifacio (Verona), nella magnifica cornice di Villa Gritti, rinascimentale dimora nobiliare nel cuore della Denominazione Doc Arcole. A due passi da Verona, nei vigneti che segnano il confine con Vicenza, cinque anni fa è stata infatti riconosciuta una delle Doc più originali, con i bianchi “vini delle sabbie” ed i grandi rossi che paiono candidare il veronese Orientale anche a culla di rossi da copertina.

A promuovere l’evento, che si articola in una prima giornata su invito dedicata agli addetti ai lavori e in un’imperdibile domenica per gli appassionati, è il Consorzio tutela vino Arcole Doc di concerto con Regione Veneto, Veneto Agricoltura, Camera di commercio e Provincia di Verona.
Portare “140 Super red” nella terra dei bianchi più noti al mondo (basta infatti attraversare la strada per trovarsi nel comune che dà il nome al Soave) può apparire provocatorio, ma a ben vedere le ragioni per assegnare al giovane Arcole Doc le funzioni del padrone di casa ci sono tutte: a cominciare dal paradosso positivo che guiderà l’intero happening, il paradosso cioè di avere il modo di apprezzare l’autoctonia attraverso l’ espressione della combinazione di due tra i vitigni più “globalizzati”, Merlot e Cabernet, appunto. Proprio la presenza di bordolesi in arrivo da ogni angolo d’Italia, i veneti e la Lombardia, i marchigiani con gli umbri, il Nord-Est di Friuli e Trentino, e ancora la sofisticata Toscana, il Lazio e la Sicilia, la godereccia Emilia assieme a La Vallèe, sarà forse il mezzo migliore per comprendere quanta parte di merito abbia il territorio di provenienza nella liaison che sta alla base del bordolese.

Non a caso di “Stile, eleganza e territorio” relativi ai Bordolesi d’Italia si parlerà nel corso del convegno in programma sabato 22 ottobre dalle 9.30.
A fare gli onori di casa Carlo Bressan, presidente del Consorzio dell’Arcole Doc, Denominazione in cui i bordolesi, stando al tema del suo intervento, sono di casa già dall’800. La “lezione” di Attilio Scienza sarà dedicata successivamente all’approdo nel belpaese della tradizione transalpina dei rossi di fusione, mentre Luca Toninato, ricercatore, porterà il discorso sulla zonazione del vigneto Italia

L’intervento dell’enologo Giacomo Tachis sarà tutta una dichiarazione d’amore per il fenomeno Sassicaia, il più cinematografico tra i bordolesi, finito con l’essere tra gli attori protagonisti di Side ways. Vino aristocratico di nome e di fatto, quello che nasce con l’appellativo di bordolese: da un lato c’è l’apprezzamento che lo rende un sogno irraggiungibile ai più (le quotazioni più ottimiste assegnano un corrispettivo minimo di 100 euro a bottiglia), dall’altro c’è quel sangue bordolese che pare aver sostituito l’arcinoto blu nelle vene dei nobili vignaioli italiani.

Tra loro il conte Francesco Marone Cinzano, “papà” di Erasmo, il bordolese frutto delle uve cilene, realizzazione di un’impresa assolutamente italiana, fortuna sui mercati di mezzo mondo. Come lui anche Giulio Betrand ha scommesso su un mito, ma fuori porta, arrivando a battezzare in Sudafrica i suoi due bordolesi. E se a far due conti acquistare in enoteca i vini ospiti si spenderebbero non meno di 3mila e 300 euro, è interessante valutare il fenomeno anche con gli occhi della categoria rappresentata da Gigliola Bozzi Gaviglio, presidente di Vinarius.
Stando sull’economia Giuseppe Meregalli, importatore, farà il punto sul Négoce come motore del bordolese, vero e proprio business-wine agli occhi di un broker come Paolo Basso. A chiudere Dino Marchi in rappresentanza dei sommeliers del Veneto, “terra promessa dei bordolesi”: sarà forse questo l’ intervento che meglio saprà spiegare il provocatorio invito della Doc Arcole anche alla luc della possibilità, forse unica, di valutare i 40 bordolesi veneti (terra in cui Merlot e Cabernet vantano una presenza storica) come lettura del territorio.

Su questo fronte, del resto, Veneto Agricoltura ha scommesso finanziando (e tra i beneficiari c’è anche il vitigno dell’Arcole Doc) studi di zonazione volti all’approfondimento sull’incidenza di un luogo specifico su un vino.
Insomma, per un verso la ricerca su un unico vigneto indagato a seconda delle due espressioni relative e dall’altro, nel caso dei bordolesi, la possibilità di confronto tra diversi territori che si esprimono però attraverso due vitigni condivisi. Qualche spunto lo darà senza ombra di dubbio una “penna” notoriamente rapita dal bordolese, il giornalista Bruno Donati Dalla teoria alla pratica ci vorrà poco visto che il pomeriggio di sabato e tutta la domenica saranno invece dedicati alla più grande degustazione di bordolesi mai fatta in Italia. Con un ticket d’ingresso di soli 20 euro ogni appassionato avrà modo fino alle 23 di incontrare vini inavvicinabili, i famosi 140 Super red il cui valore complessivo è stimato in oltre 40 mila euro, ricevere la guida ai Bordolesi d’Italia e tenere a mo’ di souvenir il calice utilizzato per le degustazioni.

Già, ma chi ci sarà: Fratta Maculan, Berengario Zonin, Capo di Stato Loredan Gasparin, Rosso dell’Abazia Serafini & Vidotto, il citato Sassicaia assieme al Moromoreto de’ Frescobaldi, Lupicaia, Ornellaia, Petra, Cignale Castello di Querceto, tanto per fare qualche nome a cui sono destinati ad aggiungersi anche i giovani debuttanti di lusso...e magari anche un bordolese chiamato Nero d’Arcole.

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Arcole Doc22/09/2005
ALLA SCOPERTA DEI “VINI DELLE SABBIE” TRA IDENTITA’, ZONAZIONE E MERCATO

I “Vini delle Sabbie” vengono prodotti con uve provenienti da terreni molto particolari, che conferiscono profumi tenui e delicati ed un moderato contenuto alcolico. Sono quindi vini adatti al consumo quotidiano, ma riescono a soddisfare numerosi abbinamenti grazie alla loro freschezza e sapidità.
Da anni i Consorzi di tutela della DOC Bosco Eliceo della Provincia di Ferrara e della DOC Arcole nel Veronese si stanno impegnando per promuovere questi prodotti, che avendo come peculiarità la composizione prevalentemente sabbiosa dei suoli, diventano naturali portabandiera della promozione turistica dei propri territori.
Per discutere tali aspetti e per presentare i lavori di ricerca finora realizzati, il Comune di Argenta, all’interno della zona del Bosco Eliceo, ed i due Consorzi citati hanno promosso la terza edizione del Convegno “Alla scoperta dei Vini delle Sabbie”, che si è svolto il 12 settembre scorso presso il centro culturale Cappuccini di Argenta. Interventi portanti dell’incontro quelli di Marisa Fontana , ricercatrice del CRPV di Tebano (RA), e di Giuseppe Benciolini, pedologo della Cooperativa I.TER di Bologna.

“La produzione di vini della costa adriatica ferrarese ha origini antiche risalenti in modo certo ai monaci benedettini dell’abbazia di Pomposa”, ha affermato la Dottoressa Fontana, “ed il Fortana del Bosco Eliceo, tipico vitigno a bacca rossa localmente nota come Uva d’Oro, era molto famoso negli anni ’30 del Novecento. Oggi la superficie rivendicata è di appena 120 ettari, ma sono 600 quelli che potrebbero produrre vini DOC. Il lavoro del CRPV va nella direzione di assistere i produttori e migliorare le tecniche in vigna e durante la fermentazione, al fine di creare un’iimagine del Bosco Eliceo più rappresentativa sul mercato”.

Nella DOC Arcole è invece iniziato un interessante progetto di zonazione, realizzato da Veneto Agricoltura e presentato dal Dott. Giuseppe Benciolini: “La Denominazione vanta 2.500 ettari di vigneti, estesi dalla periferia est di Verona fino ai Colli Berici a sud di Vicenza: è un territorio con suoli molto diversi fra loro, e quelli prettamente sabbiosi si trovano nella zona di San Bonifacio, dove anticamente scorreva il fiume Adige. Un attento esame dei profili altimetrici mostra l’esistenza di cordoni sabbiosi che si staccano di poco dal piano di campagna, e ciò giustifica i diversificati risultati colturali”.

Ospite molto atteso del Convegno è stato Monsieur Olivier Urbe del Domaine du Listel, che si occupa dell’accoglienza dei visitatori nella tenuta di Jarras che il Domaine possiede nei pressi di Aigues Mortes, in Camargue: “Il nostro vigneto di 500 ettari si trova a 4 km dalla spiaggia e pur avendo un territorio morfologicamente simile a quello del Bosco Eliceo, abbiamo problemi un po’ diversi tra i quali il vento di mistral che durante l’ inverno crea sempre nuove dune, e la salinità dei terreni, che l’uomo ha combattuto creando una rete di piccoli canali, i cosiddetti ‘rubin’, che permettono di drenare il salgemma nelle saline”.
Il Domaine du Listel produce i Vin des Sables du Golfe du Lion, un vin de pays l’equivalente delle nostre IGT) piuttosto noto in Francia: “Molti dei nostri vigneti sono franchi di piede, ed il metodo di allevamento più diffuso è l’alberello, in francese gobelet” prosegue Monsieur Urbe.
Testimonianze che ribadiscono molte similitudini fra i “Vini delle Sabbie” delle diverse zone d’Italia ed Europa, e che fanno ben sperare in un futuro nel quale i produttori ed i relativi territori potranno promuoversi insieme; di questo avviso è Giorgio Bellini, sindaco di Argenta: “Pensare ad un Consorzio che raggruppa i produttori di questi vini non è più un’utopia, anche se prima di tutto occorre riconoscere la tipologia, sulla falsariga del modello francese”.
Dello stesso avviso gli altri relatori: da Sante Baldini, presidente del Consorzio del Bosco Eliceo, che auspica per tutti i produttori un packaging comune adeguato per catturare l’attenzione del consumatore, ad Andrea Burato, nella doppia veste di Presidente della Strada dei Vini di Arcole e vicepresidente dell’omonimo Consorzio di tutela, secondo il quale facendo leva sul ricco tessuto culturale della provincia veronese sarà più facile incontrare direttamente i visitatori e raccontare loro queste peculiarità, a Paolo Regina, presidente della Strada dei Vini e dei Sapori della provincia di Ferrara, che grazie alla sua collaudata esperienza afferma che molti territori sono ancora inesplorati, come gli stessi USA, dove solo negli ultimi anni la cucina italiana sta salendo in cattedra nelle oltre 300 Università dedicate all’enogastronomia, luoghi nei quali gli chef di domani orienteranno i consumi futuri.

Al termine del Convegno è stato organizzato un banco d’assaggio dei vini delle Denominazioni presenti, nel quale il pubblico ha potuto cogliere, dal punto di vista organolettico, le similitudini e le differenze suggerite dai relatori.
Sembra quindi davvero giunto il momento propizio per promuovere i “Vini delle Sabbie” in grande stile, nella speranza che tutti i territori dove vengono prodotti si uniscano al progetto.

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Arcole Doc02/09/2005
SUL MENU’, PRIMA DI FAR SCUOLA, COSTATA E ARCOLE DOC

La Costata CERTA e l’Arcole Doc tornano ad incontrarsi venerdì 2 settembre
all’insegna de “I piaceri della Carne”. I vini delle sabbie veronesi
nuovamente protagonisti, il 12 settembre, sulla cattedra del convegno alla
Fiera di Argenta (Fe)Sul menù costata e Arcole Doc.

E’ la proposta di Comune e Comitato festeggiamenti di Roverchiara (Vr) e del Consorzio tutela vini Arcole Doc per la cena di venerdì 2 settembre. Nel contesto dell’antica sagra di San Zeno va in scena infatti, con il fondamentale apporto dell’Associazione zootecnica veneta e l’Associazione macellai veronesi, il quarto incontro enogastronomico tra la costata di qualità, quella che porta nel nome Certa la propria certificazione di qualità, e i vini Arcole Doc.
L’appuntamento per la degustazione è alle 22 al campo della fiera, occasione straordinaria
per incontrare sulla tavola alcuni dei prodotti di qualità del territorio come la carne, i Merlots e i Cabernets (anche riserva), i Pinot Bianco e Grigio, ma anche lo Chardonnay ed il Garganega col collarino della Doc Arcole.

E a soli cinque anni di vita la Denominazione, alla quale 1500 aziende hanno
vocato 2500 ettari di vigneto con una produzione complessiva che la passata
vendemmia ha superato gli 11 mila ettolitri, fa già scuola: nella serata di
lunedì 12 settembre, infatti, ci sarà anche l’Arcole Doc tra i protagonisti
del convegno che la Fiera di Argenta, nel ferrarese, dedicata “Alla
scoperta dei Vini delle Sabbie”
. Nel contesto del convegno (ospiti alcuni produttori dei noti Vins des sables della Camargue) Giuseppe Benciolini illustrerà la carta dei suoli dell’Arcole Doc ed i primi risultati della zonazione viticola nella Denominazione. Carlo Bressan e Andrea Burato, rispettivamente presidente del Consorzio tutela e presidente dell’ Associazione Strada del Vino Arcole Doc, parleranno dell’investimento su questa Denominazione come opportunità di valorizzazione di una zona e di un territorio unico proprio a partire dalle sue sabbie.

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Abazzia di Villanova30/06/2005
ARCOLE DOC A TUTTO GUSTO 2005

Per questa seconda edizione della manifestazione il Consorzio ha raccolto intorno a sé tutte la competenze che stanno lavorando attorno al progetto di zonazione viticola della DOC ed all’azione della neonata strada del vino.
Carlo Bressan - presidente del Consorzio - al termine del partecipato dibattito ha sintetizzato le linee di azione della denominazione nei suoi primi anni di vita ed anche le prospettive future.
A cinque anni dalla nascita del Consorzio e alla vigilia della 7° vendemmia, si possono già stilare alcuni consuntivi dell’azione voluta dai produttori della zona dell’Arcole DOC.
Sono evidenti a tutti i progressi che l’area ha fatto in questi ultimi anni dal punto di vista viticolo. E’ questa la zona a più alto indice di riconversione viticola. E’ sufficiente infatti camminare sulla strada dell’ Arcole per constatare come la viticoltura sia cambiata: GDC, Guyot e Cordone Speronato sono oggi i sistemi di allevamento più utilizzati nei nuovi impianti.
L’azione del Consorzio in questo settore è stata quella di supportare, con una qualificante assistenza tecnica, l’opera delle singole cantine per trasmettere questo nuovo messaggio qualitativo a tutti i produttori.
Oggi questa azione viene completata da un lavoro di zonazione viticola che rappresenta il massimo della ricerca al servizio delle imprese: questa importante attività iniziata da soli 2 anni, vede oggi il significativo sostegno della Regione Veneto e di Veneto Agricoltura e la fattiva collaborazione della Provincia di Verona.
Il 2004 ha visto la nascita della Strada del Vino Arcole e dei prodotti tipici, uno strumento efficace per operare su queste tematiche ed un campo di confronto ideale per tutte le forze che agiscono su questo territorio.
E’ una grande opportunità da non sprecare. Strategica quindi nell’ambito dell’azione di valorizzazione della DOC la nuova grande iniziativa voluta dal Consorzio dell’Arcole e presentata in anteprima dal giornalista del Corriere Vinicolo Bruno Donati.
Sarà infatti San Bonifacio, presso Villa Gritti, a ospitare le migliori 150 etichette di vini a taglio bordolese (cabernet e merlot) in libera degustazione. Sarà anche l’occasione per una profonda riflessione con un convegno internazionale dal titolo “Cento Bordolesi d’Italia – stile, eleganza, territorio”.
Luca Toninato, responsabile con il dott. Attilio Scienza del progetto di zonazione viticola della DOC, ha evidenziato le sostanziali differenze di comportamento dei vitigni finora indagati relativamente alle tre grandi aree che suddividono i 4000 ettari della denominazione da Est a Ovest: Lonigo, San Bonifacio, Caldiero.
Riccardo Pastore di Agriprojects, esperto di comunicazione, ha evidenziato quali possono essere per le singole aziende e per l’insieme del territorio i vantaggi strategici in termini di qualità di prodotto, di filiare e di sistema indotti dal lavoro di zonazione.
Ernesto Santi, storico, ed Andrea Burato, presidente della Strada del Vino, hanno illustrato i valori di un territorio che ha sia nella lettura storica
che geografica, una sua precisa identità ed un grande valore per lo sviluppo futuro anche di una specifica azione turistica.

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Abazzia di Villanova27/06/2005
ARCOLE DOC A TUTTO GUSTO ALL’ABBAZIA DI VILLANOVA

LArcole a tutto gusto all’Abbazia. Vini e prodotti tipici sfileranno gratuitamente in degustazione venerdì 24 giugno dalle 20 in occasione della festa a tutto tondo promossa dal Consorzio tutela vino Arcole Doc in collaborazione
con Regione, Provincia, Camera di commercio, Comune, Strada del vino Arcole Doc e dei prodotti tipici e Comitato festa dell’Abbazia di Villanova.

La serata del gusto, che non a caso prende vita in uno dei luoghi simbolo della Denominazione, sarà preceduta da un incontro dedicato all’ approfondimento: se la manifestazione promozionale messa in cantiere ha infatti l’obiettivo di diffondere la conoscenza e comunicare le peculiarità della Denominazione, è con un convegno che il Consorzio intende avvicinare il mondo della produzione e gli assetati di conoscenza.

La sala polifunzionale dell’Abbazia, dopo i saluti del presidente del Consorzio Carlo Bressan, ospiterà Luca Toninato (Ager agricoltura e ricerca) che illustrerà i primi risultati della zonazione viticola dell’Arcole Doc.
Riccardo Pastore (Agriproject) si occuperà della veicolazione dei valori del territorio, dalla vigna alla bottiglia. Ernesto Santi, storico, ed Andrea Burato, presidente della Strada dell’Arcole doc, presenteranno infine gli itinerari tematici sulla Strada. Bruno Donati, firma del Corriere Vinicolo, condurrà come moderatore l’incontro.

Poi spazio al gusto con il defilée delle gemme enologiche della Denominazione dell’Arcole Doc, come dire Pinot grigio, Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon accompagnati dal risotto La Pila, le specialità Aia e Negroni, l’olio extra vergine del frantoio Redoro ed il formaggio Monte Veronese Dop.

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Arcole Doc19/05/2005
NELLA TERRA DI NAPOLEONE ESPLODE L’ARCOLEMANIA. ASPARAGI E VINI A VILLA OTTOLINI

La Nelle terre di Napoleone esplode l’“Arcolemania”. E’ a tutto gusto l’
appuntamento di giovedì 19 maggio ad Arcole, cuore della Denominazione che in pochi anni di vita ha saputo proporre bianchi stuzzicanti e corposi rossi. Il Consorzio tutela vini Arcole Doc ed il Comune di Arcole, col sostegno di Regione, Provincia, Camera di commercio e Banco popolare di Verona e Novara, propongono alle 20.30 in piazza Poggi un galà enogastronomico che rinnova il matrimonio del gusto tra due testimonial del territorio, i vini Arcole Doc e l’asparago di Arcole.

Non sarà, però, un mero seppur gustosissimo appuntamento godereccio quello di giovedì come dire, insomma, che i sapori di Arcole non si conosceranno solo in punta di forchetta e nel tintinnare dei calici. “Di Arcole” si occuperà Gabriele Gatti, primo cittadino del paese, “Dell’Arcole Doc” Carlo Bressan, presidente del Consorzio tutela vini Arcole Doc, e “Dell’Asparago di Arcole”, infine, tratterà Morello Pecchioli, giornalista: tre interventi per tre profili, quelli che raccontano della ricchezza del territorio compreso tra l’Adige, l’Alpone e il Guà.

La serata, che prosegue il ciclo di incontri dedicati ai prodotti della “terra delle sabbie”, propone come detto l’abbinamento con il pregiato asparago arcolese: prima di lui, ad accompagnare la Doc nel suo tour del gusto, s’erano visti sfliare il radicchio, la polenta, le patate e la carne di qualità.
Nel corso della serata sarà possibile apprezzare direttamente l’esito del lavoro di oltre 1500 imprese viticole che nel Consorzio e nella Strada del vino Arcole Doc e dei sapori hanno fortemente creduto iscrivendo a Disciplinare più di 2500 ettari di Vigneto: ci saranno i grandi internazionali riletti secondo il bouquet dell’Arcole Doc, cioè Arcole Pinot Bianco, Arcole Chardonnay, Arcole Chardonnay Frizzante e Arcole Pinot Grigio.
I testimonial del territorio Arcole Garganega, Arcole Bianco e l’elegante Arcole Spumante, e poi i grandissimi rossi: l’Arcole Merlot, l’Arcole Cabernet Sauvignon, l’Arcole Rosso, l’Arcole Riserva e l’Arcole Novello. Un Arcole quindi…. a tutto gusto.

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Arcole Doc22/04/2005
RIPARTE “DALLE SABBIE” LA PROMOZIONE DELLA STRADA DELL’ARCOLE DOC

La Strada dell’Arcole Doc e dei prodotti tipici riparte “dalle sabbie”: con un terno secco di appuntamenti promozionali l’associazione capitanata da Andrea Burato festeggia sul territorio il recentissimo riconoscimento regionale.
Un grazie tintinnante, quello che la Strada rivolge alla Denominazione, ma anche, al contempo vetrina delle eccellenze dell’area e punto di partenza di un programma promozionale tutto da scrivere. Per il leggere, invece, basta andare in edicola e scoprire, nel volume voluto da Morganti e Consorzio Tutela e promosso da L’Arena, tutti i segreti di duemila anni di vino.
Lunedì 25 aprile la Strada sarà, così, ospite del grande contenitore qual è la Fiera di San Marco a San Bonifacio: nella tensostruttura che sarà la cittadella delle associazioni di categoria, la Strada, in collaborazione con il Consorzio tutela, proporrà secondo uno specifico calendario, tutta una serie di degustazioni che abbineranno i vini Arcole Doc ai prodotti del territorio “delle sabbie”, dagli asparagi al mandorlato, dal radicchio al mandorlato patate e ancora asparagi, sopressa, cavolo, prosciutto e provolone.

L’8 maggio, poi, aderendo al progetto Fattorie aperte promosso da Coldiretti, la Strada dell’Arcole Doc ed il Consorzio tutela proporranno in degustazione, ai visitatori del percorso naturalistico guidato alla Palude del Brusà di Cerea, i vini Arcole Doc sposati ai salumi e agli insaccati del Basso veronese: la passerella, evidentemente, sarà tutta per loro, per i grandi rossi della Denominazione, come dire Merlot, Cabernet e Cabernet Sauvignon, Arcole Rosso, Riserva e Novello.
Ci saranno, naturalmente, anche i bianchi, il Pinot Bianco e lo Chardonnay anche in versione frizzante, il Pinot grigio e l’Arcole Garganega, l’Arcole Bianco e lo spumante che, a loro volta, avranno però il posto d’onore al Maggio Arcolese: nel capoluogo della Denominazione e al cospetto della rievocazione napoleonica del 19 maggio i “vini delle sabbie” e i rinomatissimi asparagi convoleranno a gustose nozze nella magnifica cornice di Villa Ottolini.

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Arcole Doc28/02/2005
 L’ARCOLE DOC HA TROVATO LA SUA STRADA IN FIERA A VERONA, GRIFOOD, LA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA GUIDA A VINI, TERRITORI E SAPORI...

L’Arcole Doc ha trovato la sua Strada e in Fiera a Verona, palcoscenico di Agrifood, presenta giovedì 3 marzo la sua nuova guida a vini, territori e sapori. Se è storia recentissima quella del riconoscimento da parte della Regione Veneto dell’ultima delle Strade del Vino del veronese Orientale, Consorzio di tutela e Associazione Strada del Vino Arcole Doc e dei prodotti tipici racconteranno proprio nel contesto fieristico scaligero temi e valori della Denominazione e della sua culla.
Ospiti della Camera di commercio di Verona, Consorzio e Associazione Strada, daranno vita così al secondo evento pubblico (dopo il battesimo della Strada alla Bit) dedicato alla promozione del territorio di origine di una Doc riconosciuta nel 1999.
Oltre 2500 ettari di vigneto che interessano completamente i comuni veronesi di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, in parte quelli di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte d’Alpone, Lavagno, Pressana, San Martino Buon Albergo con la totalità della superficie dei comuni berici di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano, e 1500 imprese viticole, sono il terreno fertile da cui prendono forma alcuni vini di grande spessore. Ne sono un esempio il Merlot e i Cabernets, anche riserva, che si distinguono per gran carattere, ma anche i bianchi etichettati con il nome di Arcole Doc non sono da meno visto che i Pinot bianco, i Pinot grigio, gli Chardonnay e i Garganega raccontano con intrigante complessità le caratteristiche uniche del territorio.
Il fatto che al suo esordio la Denominazione fosse stata ribattezzata con l’appellativo di “vino delle sabbie” ne è la dimostrazione perché proprio dai proibitivi terreni caparbiamente piegati alla vite dall’opera dell’uomo nascono nettari e prodotti tipici che paiono essere l’espressione fatta vino di secoli di amore per la terra. Si spiega così il nome che la Strada s’è voluta scegliere ponendo sullo stesso piano i suoi vini ma anche i prodotti del suo territorio, dal radicchio al mandorlato passando per patate, asparagi, sopressa, cavolo, prosciutto e provolone che diventano “territorio che parla”.
Sta tutta qui la motivazione della Strada del Vino, un’opportunità aperta ad aziende vitivinicole, agrituristiche, aziende agricole specializzate in produzioni tipiche, enoteche, ristoranti, strutture dell’accoglienza, imprese artigiane, istituzioni e associazioni, che rispondano a precisi standard di qualità previsti dal disciplinare che sta alla base della sua organizzazione, ma anche lo strumento per far conoscere un territorio che trasuda storia, Napoleone e la battaglia di Arcole ne sono l’icona, cultura, arte e il culto per una civiltà, quella contadina, cui è addirittura dedicato un museo.
La Strada del Vino Arcole Doc e dei prodotti tipici, che ha nominato Andrea Burato quale suo presidente, chiusa la parentesi Agrifood tornerà al lavoro di stesura del progetto di attività del 2005 al quale la Regione Veneto partecipa con un finanziamento di 17 mila euro che coprirà la metà dei costi di realizzazione.
L’attività del suo primo anno di vita sarà volta alla progettazione del prodotto turistico, alla predisposizione di supporti informativi per “comunicare” il territorio, prevederà investimenti in commercializzazione, promozione e nella pianificazione dell’accoglienza e della gestione di chi vorrà scoprire tutti i segreti dell’Arcole Doc.

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Il territorio e le sue acque
Note di storia enologica
Le Vigne
   
Cantina sociale San Bonifacio s.c.a.r.l.
Cantina sociale di Colognola ai Colli s.c.a.r.l.
Casa Vinicola F.lli Bixio s.r.l
Cantine dei Colli Berici s.c.a.r.l.
Cantina di Monteforte d'Alpone
Azienda Vinicola F.lli Fabiano S.p.a.
   
Il Consorzio: tutela e valorizzazione
L' Area Geografica di produzione (mappa)
Il DISCIPLINARE

 

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