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Origine, tradizione e qualità sono i concetti di base su cui poggia tutta la legislazione legata alla tutela ed alla valorizzazione della produzione vitivinicola a denominazione.
Per origine si intende una zona di produzione limitata, riferita ad una precisa zona geografica con specifiche caratteristiche pedologiche e climatiche.
La tradizione è invece legata sia agli usi "leali e costanti" delle tecniche produttive, sia a valenze storiche proprie del territorio assolutamente inconfutabili.
Per qualità infine si deve far riferimento alla qualità intrinseca del prodotto, ad una sua tipicità specifica legata all'identità colturale e tecnologica.
Il vino a denominazione di origine è quindi un suggestivo prodotto, frutto della simbiosi tra i fattori naturali, come clima, terreno e vitigno, e fattori umani, come gli usi, le scelte tecnologiche e la ricerca. La necessità di tutelare questo patrimonio tecnico e culturale ha originato nel corso dei secoli tutta una serie di provvedimenti legislativi volti all’identificazione e valorizzazione di queste importanti produzioni di qualità, ponendo grande attenzione all’origine geografica.
Con il riconoscimento della denominazione di origine “Arcole” pubblicata il 13/09/2000, una vasta zona ad alta tradizione viticola del veronese e del vicentino va così a riqualificare ulteriormente le proprie produzioni.
La zona di produzione interessa infatti i comuni di Arcole, Cologna Veneta, Albaredo, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore, Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte, Lavagno, Pressana, Vago e San Martino Buon Albergo in provincia di Verona ed i comuni di Lonigo, Sarego, Monte, Orgiano e Sossano in provincia di Vicenza.
La superficie vitata che rientra nella zona delimitata ed interessata all'iscrizione nell'Albo vigneti della Doc Arcole è di circa 2500 ettari in provincia di Verona e di circa 1000 ettari nella provincia di Vicenza.

All'interno della zona di produzione il Disciplinare prevede una zona più ristretta con la possibilità di utilizzare, accanto al nome della denominazione "Arcole", anche il nome del vitigno.
Questa zona comprende nove comuni: quelli di San Bonifacio, Arcole, Caldiero, Belfiore, Zimella, Cologna Veneta, Veronella, Zevio, Albaredo d'Adige, alcuni interamente, altri solo in parte, tutti comunque situati in provincia di Verona.
La caratteristica di quest'area è quella di avere buona parte del suolo con un'alta percentuale di sabbia, un parametro che rende il terreno più vocato alla coltivazione della vite per ottenere un vino di grande qualità. II riconoscimento della Doc rappresenta per tutta la zona una grande opportunità di crescita e di valorizzazione. L'area interessata è completamente pianeggiante e, a seguito degli incentivi comunitari per l'abbandono della viticoltura, è stata oggetto negli ultimi decenni di un progressivo ridimensionamento delle superfici vitate.
I produttori che hanno invece continuato ad investire nella viticoltura hanno già delineato il nuovo profilo del vigneto ideale per questa zona.
L'attuale realtà produttiva è però ancora caratterizzata da sesti di impianto abbastanza larghi con forme di allevamento a pergola veronese.
I livelli produttivi sono generalmente piuttosto consistenti e sono conseguenza dell’esistenza di vigneti vigorosi su terreni fertili.

Le esigenze più immediate sono quelle di aggiornare la base ampelografica sulla base di quanto proposto dal disciplinare per adeguare gli impianti. Le mutate tendenze di mercato vitivinicolo richiedono infatti una diversificazione viticola tendente ad ottenere piante più equilibrate e sistemi di allevamento meccanizzabili. Con la necessità di gestire e valorizzare questo importante momento di trasformazione ed evoluzione produttiva nasce l’8 febbraio 2001 il Consorzio di Tutela del Vino Arcole Doc.
I produttori soci di questa struttura rappresentano già da soli più dell’ 80% della potenzialità produttiva di tutta l'area. La stessa quota di rappresentatività è valida anche per quanto riguarda la vinificazione e la commercializzazione.
Va altresì detto che altre strutture sono in attesa di formalizzare la loro adesione al Consorzio di Tutela, che diventa quindi sintesi di queste opportunità con l’obiettivo di contribuire alla crescita qualitativa della produzione, orientando i produttori, migliorando l’organizzazione aziendale e controllando la filiera produttiva a garanzia della qualità dei prodotti.

Secondo le norme statutarie il Consorzio di Tutela è chiamato infatti a:
I. tutelare, valorizzare e curare gli interessi relativi alla denominazione di origine del vino Arcole DOC, nonché:
II. svolgere tutte le attività e i compiti attribuiti ai Consorzi dalla legislazione comunitaria e nazionale in materia di vini a denominazione di cui alla L. 164/1992 e successive modifiche e relativi regolamenti; in particolare:
a) collaborare alla vigilanza sull'applicazione della legge 164/92 e successive modificazioni;
b) organizzare e coordinare le attività delle categorie interessate alla produzione e alla commercializzazione della denominazione, nell'ambito delle proprie specifiche competenze;
c) praticare una specifica attività onde assicurare la corrispondenza tra gli adempimenti operativi cui sono tenuti i produttori e le norme dei disciplinari di produzione, nonché tutelare la denominazione dal plagio, dalla sleale concorrenza, difendendo in ogni sede i legittimi interessi del Consorzio, anche costituendosi parte civile;
d) attuare tutte le misure per valorizzare direttamente e indirettamente la denominazione, sotto il profilo tecnico e dell'immagine;
e) collaborare con enti e soggetti aventi scopi affini per promuovere e realizzare iniziative atte alla valorizzazione e al sostegno della produzione vitivinicola e dei prodotti tutelati;
f) espletare funzioni consultive e operative nei riguardi degli organismi istituzionali comunitari, nazionali e loro uffici periferici, e degli enti locali in materia di gestione degli albi dei vigneti e degli elenchi delle vigne, di denunce di produzione delle uve e dei vini, di distribuzione dei contrassegni e di quant'altro di competenza dei predetti enti in materia di vini a denominazione;
g) curare la formazione e fornire assistenza tecnica nelle varie fasi interessate al settore vitivinicolo, compresa la fornitura di servizi generali relativi all'utilizzo della denominazione;
h) istituire uffici per i rapporti con i terzi relativamente alle attività svolte in nome e per conto delle aziende associate;
i) collaborare ad organismi rappresentativi di denominazioni a base sia più ampia che più ristretta, anche per utilizzare le loro strutture amministrative e tecniche.

Un altro importante aspetto che non compare formalmente tra le norme del disciplinare e dello statuto è quello legato alla gestione della Denominazione. Gestire significa verificare l’impatto economico della produzione sul mercato.
In altre parole la valorizzazione economica della produzione di una Denominazione dipende da alcuni fattori economici e di dimensionamento produttivo che devono attentamente essere seguiti ed indirizzati.
Ricordiamo, tra questi, l’equilibrio tra la domanda e l’offerta, le quantità potenziali, la gradualità di immissione sul mercato e le azioni volte a mantenere elevata l’immagine della denominazione.
Questa è oggi la grande sfida che anche una denominazione giovane come l’Arcole DOC deve affrontare, una sfida che deve coinvolgere anche altri soggetti, oltre ai produttori, perché Denominazione e tipicità sono un patrimonio collettivo di un’area.

 
Il territorio e le sue acque
Note di storia enologica
Le Vigne
   
Cantina sociale San Bonifacio s.c.a.r.l.
Cantina sociale di Colognola ai Colli s.c.a.r.l.
Casa Vinicola F.lli Bixio s.r.l
Cantine dei Colli Berici s.c.a.r.l.
Cantina di Monteforte d'Alpone
Azienda Vinicola F.lli Fabiano S.p.a.
   
Il Consorzio: tutela e valorizzazione
L' Area Geografica di produzione (mappa)
Il DISCIPLINARE



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